Figli/Hijos

Regia: Marco Bechis
Origine: Italia, 2001
Durata: 100'
Interpreti: Carlos Echevarria, Julia Sarano, Stefania Sandrelli.

Rosa e Javier hanno vent'anni, sono entrambi figli di desaparecidos, ma mentre Javier vive a Milano perfettamente integrato in quella che crede essere la sua vera famiglia Rosa, a conoscenza delle proprie origini, cerca da anni di ritrovare l'unico legame familiare che la dittatura argentina le ha lasciato, il fratello sottratto al momento della nascita ed affidato, insieme a tanti altri bambini, alle famiglie degli stessi militari, alla stregua di un bottino di guerra. Tutto il film si snoda intorno ai due protagonisti, in un viaggio nel passato che li vede partire da Milano ed arrivare in Argentina passando per Barcellona dove vive l'ostetrica che li ha fatti nascere e che ha salvato la vita di Rosa, nascondendola in una borsa. Terzo lungometraggio per il regista italocileno Marco Bechis che, dopo Garage Olimpo, scruta nuovamente nel doloroso passato dell'Argentina, facendo riaffiorare il dramma dei figli dei desaparecidos, migliaia di bambini scomparsi duranti gli anni della dittatura e allevati dai torturatori dei loro veri genitori. Bechis si schiera dalla parte di coloro che lottano contro l'oblio, sostenendo la necessità di raccontare agli "apropiados", così sono chiamati in Argentina i figli dei desaparecidos, la loro vera storia, affermando l'obbligo morale di restituirgli le loro origini. Il cinema di Bechis si conferma un cinema del silenzio ma, mentre in Garage Olimpo il dolore appartiene al passato, resta quasi esterno rispetto alle nostre vite e, come la radio dalla quale si diffonde la musica destinata a nasconderci le sofferenze dei desaparecidos, si cela al nostro sguardo, in Figli il corteo finale degli "apropiados" scaraventa nel presente quel dolore, lo fa incarnare nei volti di centinaia di giovani, trasmettendoci il bisogno di urlare il "nostro" diritto alla verità. L'intreccio narrativo risulta inevitabilmente più macchinoso ma il conflitto tra i due protagonisti, Rosa coraggiosa ed ostinata, Javier quasi infantile nel suo rifiuto di accettare la realtà, è reso cinematograficamente da Bechis con grande chiarezza lasciando sullo sfondo gli altri protagonisti del dramma, i genitori di Javier, carnefici ma ugualmente vittime: privandoli della loro individualità presente, Bechis li rende schiavi del loro atroce passato. Peccato per la scelta degli attori, primo fra tutti il protagonista Carlos Echevarria incapace, bloccato in una monotona espressione da pesce lesso, di rendere i conflitti e le sensazioni del personaggio.

Anna Lai