FONDALI NOTTURNI

Regia: Nino Russo
Cast: Massimo Ranieri, Ida Di Benedetto, Pietra Montecorvino, Vittorio Viviani, Sergio Solli, Alessandra Borgia
Sceneggiatura: Nino Russo
Fotografia: Fabio Cianchetti
Montaggio: Bruno Sarandrea
Distribuzione: Lares Video
Produzione: Gam Film
Durata: 97'
Origine: Italia 2002

In una deserta piazzetta di Napoli Donna Vincenza, edicolante, e Peppino, venditore di sigarette, aspettano, a notte fonda, qualche cliente. Per far passare il tempo, la solitudine, ora parlano, ora ricordano un vecchierello ( un professore di storia ), sempre elegante, che ogni notte alle tre andava lì per leggere sul giornale gli annunci mortuari: finché non v'era riportato il suo nome, significava che era ancora vivo. Adesso il vecchietto fa parte solo di un ricordo di Donna Vincenza e di Peppino, come pure il Capitano che la doveva portare via con la sua "vela", ma dopo venti anni sul golfo di Napoli non si è visto mai niente. I due non hanno più nessuno; litigano, tacciono, cantano, si riappacificano, e, contemporaneamente, dal fondo di una finestra s'odono le voci di De Sica, De Filippo, Paolo Stoppa: grandi attori che hanno arricchito la storia del cinema italiano.
Nel corso della lunga nottata giunge, improvvisamente, un vecchio artista di teatro che con altri attori allestisce uno spettacolo molto suggestivo, quasi metafisico: "loro fanno solo " roba " di fantasia e non di turisti né di politica!". Così alla ribalta di un vecchio palco di teatro, abbandonato e riallestito, Peppino e Vincenza sono invitati a partecipare e ad ammirare, finalmente, l'alba del nuovo giorno che s'apre sul desolato spettacolo di vita.
Girato nel 1998, ma uscito in ritardo per problemi con la distribuzione, Fondali notturni di Nino Russo è un bel film che ironizza sulla politica; sui turisti; sui gravi problemi del sud, o meglio del Mezzogiorno: come del suo analfabetismo; e sulla vana attesa di un grande "amore". Tutto è trasposto in un tempo tra un passato vivo, che si cerca di commemorare con pezzi di vecchi film come: Napoli milionaria e Carosello napoletano; o con famose canzoni partenopee che rievocano un passato in cui il teatro, non ancora soppiantato dal cinema, aveva la sua importanza, e un presente che fa immalinconire, perdere ogni speranza, illusione per "libertà e lavoro". Antichi valori che adesso fanno parte di un vecchio palcoscenico abbandonato, ornato solo da una tenda rossa, pendente, che conserva i loro " resti", situato in una mitica piazza di Napoli, vuota. Presentato al Buenos Aires International Festival Of Independent Cinema 2002: Muestra de cine napoletano, Fondali notturni descrive la desolazione dei personaggi che sentono la nostalgia di quel passato, rievocato con tanto piacere e vivezza. La trama è scarna, teatrale come pure l'ambientazione, dice l'indicibile, a volte sfiora la monotonia, la ripetizione. Tutta la pellicola è frammentata, spezzata e quasi interrotta, forse come la vita, la politica che promette grandi e surreali valori, beni, però poi non mantiene: "nessuno assume le proprie responsabilità". E la musica non fa altro che intridere di drammaticità ogni singola scena.

Grazia Monteleone