FOOD OF LOVE

Regia: Ventura Pons
Sceneggiatura: Ventura Pons
Cast: Juliet Stevenson, Paul Rhys, Allan Corduner, Kevin Bishop, Geraldine McEwan, Leslie Charles, Craig Hill
Fotografia: Mario Montero
Origine: Spagna, 2002
Durata: 112'



Tratto dal romanzo di David Leavitt, The page turner, di cui il titolo italiano mantiene la traduzione letterale (Il voltapagina), e sceneggiato dallo stesso Pons, che è anche produttore, Food of love era stato presentato nel 2002 al Festival di Berlino ma da noi è uscito solo adesso con una distribuzione vergognosa e per di più nel periodo morto del cinema italiano, l'estate!
Ancora una volta Pons si addentra nel macrocosmo omosessuale iniziando la sua analisi sentimental-sociologica dalla coppia. Una coppia (il famoso pianista ed il suo manager che stanno insieme da molto tempo ma che non si amano più come una volta), una seconda coppia (il famoso pianista ed il suo giovane voltapagina che dopo un concerto a San Francisco si incontrano per caso a Barcellona e iniziano una storia), una terza coppia (il voltapagina e sua madre che partono per una vacanza ma non riescono più a capirsi). Le tre coppie sono destinate ad intrecciarsi tra loro e forniranno ciascuna un diverso modo di concepire ed affrontare la realtà. Ogni personaggio vive una crisi: la madre ha scoperto che il marito la tradisce e che vuole il divorzio, suo figlio è alla sua prima volta sia in amore che nel sesso e non sa ancora bene come muoversi, la coppia gay è sull'orlo di una crisi di nervi e sta quasi per sfaldarsi. Tutti soffrono. Tutti mentono. Agli altri ma soprattutto a se stessi. Temono l'abbandono. E allora si aggrappano più che possono a quello che hanno. La madre al figlio. Il figlio all'amore (o almeno a quello che crede tale). Il vecchio manager all'amante di sempre. Ma la paura di restare soli è troppo forte per concedersi di vivere appieno i propri sentimenti e di fronte alla purezza dello spirito si preferisce fuggire e rintanarsi nell'ipocrisia che assicura un consolidamento delle posizioni ma senza un minimo risveglio emotivo.
Con lo stile di una commedia sofisticata, Pons delinea un ritratto generazionale meno cinico di quello di Amico/amante ma tutt'altro che rassicurante, non ha pietà né per la vecchiaia (il manager cerca di combattere la solitudine con una marchetta e inganna il suo partner pur di non farsi lasciare, la madre non riesce e non vuole vedere l'omosessualità del figlio e non sa fare altro che piangere) né per la giovinezza (il voltapagina non ha talento e non diventerà mai un grande pianista, scopre la sua omosessualità ma non ha il coraggio di andare fino in fondo e si lascia scappare l'amore della sua vita).

Marco Catola