LE FORZE DEL DESTINO

Titolo originale: It's All About Love
Cast: Joaquin Phoenix, Sean Penn, Claire Danes, Jim Cagnard, Frankie Boakye, Alun Armstrong, Harry Ditson, Douglas Henshall
Fotografia: Anthony Dod Mantle
Montaggio: Valdis Oskarsdottir
Musica: Nikolaj Egelund
Regia: Thomas Vinterberg
Sceneggiatura: Thomas Vinterberg, Mogens Rukov
Scenografia: Ben Van Os
Origine: USA/Giappone/Svezia/GB/Danimarca/Germania/Olanda, 2003
Durata: 104'



Siamo nel 2021. Il mondo è funestato da improvvise glaciazioni. In Uganda gli uomini volano. A New York nevica a luglio e per strada puoi imbatterti in cadaveri abbandonati sui marciapiedi o nei cestini dei rifiuti. In apparenza sembra che tutto scorra come sempre eppure qualcosa di ambiguo ed inquietante si annida nei meandri oscuri della mente di ognuno. Nulla è come appare. E anche John, giovane docente universitario che giunge a New York per far firmare le carte del divorzio alla moglie Elena, campionessa mondiale di pattinaggio sul ghiaccio, se ne renderà ben presto conto. Tra pericolose clonazioni, strani complotti ed ingannevoli relazioni i due si ritroveranno ad intraprendere una inesorabile fuga dal destino che segnerà per sempre il loro amore ma anche la loro stessa vita.
Thomas Vinterberg è il regista danese di "Festen", che insieme al collega Lars Von Trier aveva fondato il tanto discusso Dogma 95, manifesto programmatico su un nuovo modo di fare cinema. Con questo film Vinterberg abbandona completamente le regole del Dogma e si tuffa a capofitto in una produzione hollywoodiana che, però, si discosta comunque dai consueti megafilm a stelle e strisce.
Come suggerisce il titolo originale "It's all about love", è solo l'amore a rendere tutto possibile, ma non nel senso sdolcinato e immediato cui potrebbe far pensare. E' il cuore il vero problema del futuro. Le persone muoiono a causa del cuore: quando non ci sono più affetti, non c'è più amore, non si trova l'anima gemella il cuore si stringe in una morsa improvvisa e si cade a terra, senza vita. Partendo da questa visione cupa ed inquietante della vita, Vinterberg si muove sapientemente tra il thriller e la spy story senza tralasciare l'inquietudine tipica delle atmosfere alla Philip K. Dick dei plot di fantascienza. Riprese sghembe, primi piani strettissimi, giochi di luci e ombre esacerbano il gelo di un mondo i cui i sentimenti si affievoliscono in maniera direttamente proporzionale alla temperatura. La neve che avvolge la Terra avvolge pure i cuori delle persone. Solo con l'amore si può cercare di scioglierla. Ma non è detto che ci si riesca. E non puoi contare più nemmeno sulla famiglia divenuta una casta intoccabile dedita a terribili intrighi di palazzo né tanto meno sulle persone che credevi amiche e vicine che nascondono terribili segreti e da cui è opportuno fuggire a gambe levate.
Una sorta di Lynch senza fuoco (che cammina), un algido scrutatore del mondo a venire senza la benché minima speranza sembra essere questo "nuovo" Vinterberg. Le regole del Dogma che tanto giovavano a "Festen" qui lasciano il passo ad una regia solida, compatta, lucida, impietosa. Forse fredda ma in ogni caso (stranamente) coinvolgente ed avvolgente come un manto di neve.
Cast stellare ma meno di quanto dovesse essere (per i due ruoli principali si era pensato a Jhonny Depp e Kate Beckinsale): Joaquin Phoenix e Claire Danes reggono bene il gioco e Sean Penn si ritaglia un personaggio piccolo ma di importanza tutt'altro che marginale presentandosi con occhiali e capelli arruffati, alter ego del regista, una sorta di deus ex-machina che guarda il mondo dall'alto e vede tutto bello, condannato a restare per sempre su un aereo che non potrà più
atterrare.

Marco Catola