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La generazione rubata Titolo originale:
Rabbit-Proof Fence |
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Il "Rabbit-Proof
Fence" è la lunghissima recinzione costruita in Australia
dai coloni bianchi, all'inizio del secolo scorso, per proteggere le coltivazioni
dai conigli selvatici da loro stessi importati. Molly, Gracie e Daisy,
tre bambine aborigene di 14, 10 e 8 anni, vivono con le rispettive madri
nel villaggio di Jigalong, nei pressi della recinzione. Siamo nel 1931
e la politica di rimozione, messa in atto dal governo australiano, è
in piena attività: le tre bambine sono di sangue misto e, come
migliaia di altri bambini vittime di questa politica razzista e ottusa,
vengono sottratte crudelmente alla famiglia e portate in una colonia speciale.
Per consentire il loro inserimento nella "società civile"
i bambini "ospiti" della colonia sono sottoposti ad un progressivo
sradicamento dalla cultura aborigena, istruiti ai concetti della religione
cattolica, puniti severamente se scoperti a parlare nella loro lingua,
preparati ai lavori domestici e dei campi, da svolgere, ovviamente, al
servizio dei bianchi. Molly, coraggiosa e tenace, decide di fuggire dalla
colonia insieme alla cugina e alla sorellina; in un viaggio di oltre 1500
miglia, seguendo proprio la recinzione, che percorreva in quasi tutta
la sua lunghezza il Western Australia, e nonostante i tentativi delle
autorità e di una guida aborigena di catturarle, le piccole protagoniste,
vittime di una vera e propria caccia, riusciranno a trarre forza proprio
dalla loro unione.
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