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- GENESIS
- Regia: Claude Nuridsany
- Sceneggiatura: Claude Nuridsany, Marie Pérennou
- Fotografia: Claude Nuridsany, Marie Pérennou, Patrice Aubertel, William Lubtchansky, Cyril Tricot
- Musiche: Bruno Coulais
- Montaggio: Marie-Josèphe Yoyotte, Pauline Casalis
- Origine: Francia, 2005
- Durata: 80'
- Sito: www.genesis-lefilm.com
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- Un uomo dalla pelle come corteccia, traccia dei cerchi in una ciotola colma d'acqua sino all'orlo. Due bolle si uniscono. E' nato un nuovo mondo.
- Il poeta-musicista africano, voce narrante ed unica presenza umana in tutta la pellicola, si chiama Sotigui Kouyaté ed ha preso parte al grandioso MAHÂBHÂRATA del geniale Peter Brook
- Il film di cui narra le immagini, rendendole - se ciò è possibile - ancor più suggestive agli occhi dello spettatore, si chiama GENESIS ed è l'ultima, lunga fatica della coppia rural-biologica francese formata da Claude Nuridsany e Marie Pérennou. Dopo averci fatto scoprire l'estremamente piccolo con il Microcosmos prodotto da Jacques Perrin, i due bucolici registi si cimentano con l'infinitamente grande...dal Big Bang in avanti.
- Lo fanno con un libro, Genesis appunto e con l'omonimo lungometraggio di 80 minuti, uscito nelle sale italiane il 30 settembre. Il film è decisamente "sui generis". Insetti, pesci, serpenti, rettili e cristalli di vitamina C si susseguono sotto gli occhi attoniti degli spettatori in danze, lotte, seduzioni e baci. La natura si dischiude sotto i nostri occhi.
- Il CAOSel’ordine si combatteranno incessantemente e non v’è certezza su chi avrà il sopravvento. Nelle parole di Kouyaté, il processo vitale: “è una forma in lotta contro il tempo; nonostante la legge universaleche spinge tutte le cose organizzate verso il caos, questo resta sempre uguale sebbene la materia di cui è fatto si rinnovi costantemente”.
- Trasformazioni stupefacenti, mutazioni di sopravvivenza, la scena dell’uovo…che non ho parole per descrivervi. Un capitolo a parte merita, inoltre, la scena del feto che ha richiesto al Dottor Jean-Marc Levaillant due anni e mezzo di riprese, attraverso un sofisticatissimo processo di ecografia in 4D. Ciò gli ha consentito di trarre una conclusione stupefacente. Un feto di due mesi riesce a camminare a quattro zampe nel liquido amniotico, mentre sua madre non riesce ancora a sentirlo muoversi.
- Imperdibile.
- Massimo Frezza
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