GIORNI

Regia: Laura Muscardin
Cast: Thomas Trabacchi, Riccardo Salerno, Davide Bechini, Riccardo De Filippis, Monica Rametta, Paola Gassman
Musiche: Ivan Iusco
Costumi: Alberto Moretti
Sceneggiatura: Laura Muscardin, Monica Rametta, David Osorio
Fotografia: Sabrina Varani
Scenografia: Giuliano Pannuti
Montaggio: Walter Fasano
Origine: Italia, 2001
Durata: 90'

Dopo l'inondazione di melassa che ci aveva investito con Ferzan Ozpetek e le sue Fate (poco) ignoranti , Giorni di Laura Muscardin si insinua come una spina velenosa nel nostro cinema così poco realista e così sfacciatamente buonista. Non c'è da stupirsi se il tanto progressista Grillini non si sia fatto orgoglioso promotore di questo film, i personaggi sono tutti politicamente scorretti, la storia detestabile, l'atmosfera decisamente poco gaia...Eppure qualcosa vibra, senza colori fittizi e lustrini sgargianti i gay per la prima volta non subiscono l'inevitabile processo di cattolica beatificazione e non vengono neppure ridotti a mere macchiette da cabaret, si sente che la regista ha a cuore il tema portante del film, l'Aids(o meglio la sieropositività), il personaggio della sorella del protagonista, cinica, inquieta e insoddisfatta, incapace di rapportarsi al fratello sieropositivo rivela un intimismo quasi autobiografico. E' pur vero che la regia della Muscardin fa pensare a tutto fuorché all'Italia e alla Roma del Gay pride tanto è anonima, ma forse è un bene, in questi tempi di globalizzazione meglio allontanarsi dallo status italiota e avvicinarsi a quello europeo. Deprecabile (e imperdonabile!) la scelta di Riccardo Salerno nel ruolo dell'amante sano che sceglie di non usare il preservativo e di infettarsi per amore, la faccetta d'angelo e l'espressività del carciofo poco giovano ad un ruolo così intenso e scomodo, ottimo invece Thomas Trabacchi nel delineare la progressiva metamorfosi da brava fata che si cura, convive e sottosta ai ritmi di una società che lo vuole malato e non libero a gay consapevole della propria condizione, egoista nel suo dramma ma solo nelle sue scelte.

Marco Catola