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La grande seduzione Titolo originale:
La grand seduction
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| In
un piccolo paese di pescatori del Quebec, Saint-Marie-la-Mauderne, gli abitanti
sono costretti a vivere con il sostegno del governo a causa delle poche
opportunità di lavoro. Dopo la partenza del sindaco in città,
Germain, un uomo semplice, decide di prendere in mano la situazione. L'impianto
di una nuova fabbrica potrebbe finalmente riportare la speranza di nuovi
impieghi, ma affinché questo si realizzi, il sindaco deve attirare
un medico nel villaggio. L'occasione si presenta quando un giovane dottore
arriva a Saint-Marie-la-Mauderne per restarvi per un mese. A quel punto
Germain architetta un piano insieme ai suoi concittadini, per riuscire a
'sedurre' il medico e convincerlo a rimanervi per sempre. Tutto il villaggio
si adopera per soddisfare i suoi desideri, riguardanti l'abbigliamento,
gli svaghi, le donne, il cibo e trasformare la piccola località nel
miglior posto del mondo. Ma l'inganno cessa quando Germain ed il resto del
villaggio capiscono di essere andati troppo oltre. Debutto cinematografico del regista canadese Jean-François Pouliot, "La grande seduzione" è una commedia drammatica con risvolti comici, che ha riscosso molto successo in patria nel 2003 e consensi ai festival di Cannes e Toronto. Il film spiritoso e commovente è una sorta di inno alla dignità umana e allo spirito amicale. Il sindaco e gli abitanti del villaggio alla fine dovranno scegliere tra la fabbrica portatrice di nuovo lavoro e la loro integrità morale nei confronti del dottore forestiero, che pur amareggiato dalla rivelazione, si affezionerà molto alla loro località. Esiste, forse, in qualche parte del mondo un posto come questo, che ammalia chi vi si reca. Il dottore resta 'sedotto' dai cittadini di Saint-Marie-la-Mauderne, persone semplici, povere ed un po' rozze, che non possiedono i ritmi febbrili delle città, ma che invece possiedono una dignità tale da renderli pieni di forza e voglia di vivere. "La grande seduzione" parla di isolamento, di vergogna e soprattutto di dignità umana. Il tema della disoccupazione, trattato già da Peter Cattaneo con "Full Monty, 1997" e da Fernando León de Aranoa con "I lunedì al sole, 2002", ritorna in questa commedia canadese divertente che con un inizio alla "Amélie" si avvale anche dell'ironia e della riflessione etica per trattare la triste realtà sociale dei pescatori del Quebec. La sceneggiatura di Ken Scott è scritta con cura ed è ben recitata dagli attori, che riescono ad intrattenere piacevolmente gli spettatori. Jean-François Pouliot, adottando il tono della favola, riesce a far mantenere al film un equilibrio perfetto tra le ambizioni umaniste ed umoristiche dei personaggi, grazie anche al ritmo sostenuto e alla fotografia di Allen Smith, che rende meravigliose e preziose le immagini di Saint-la-Marie-la-Mauderne. Grazia Monteleone |
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