 |
|
Heaven
Regia: Tom
Tylwer
Cast: Cate Blanchett, Giovanni Ribisi, Remo Girone, Stefano Santospago,
Stefania Rocca
Sceneggiatura: Kryzsztof Kieslowski, Kryzsztof Piesiewicz
Produzione: Antony Minghella, Maria Kopf, Federique Dumas,William Horberg,
Stefan Arndt
Distribuzione: Buena Vista
Durata: 93'
Origine: Ger/Fra/Ita/GB/USA 2002
Sito: www.buenavista.it/xheaven.htm
|
|
|
|
Philippa,
giovane insegnante di origine inglese che vive a Torino, viene arrestata
con l'accusa di aver provocato la morte di quattro persone piazzando una
bomba in un ufficio. In realtà l'ordigno era destinato ad un pericoloso
spacciatore che con i suoi traffici di droga aveva provocato la morte
del marito di Philippa e di molti suoi allievi. I carabinieri, a loro
volta clienti del trafficante, cercano di incastrarla facendole confessare
di aver agito per motivi politici. L'unico che è dalla sua parte
è Filippo, entrato da poco nell'arma, che si innamora di lei e
l'aiuta ad evadere. I due fuggono insieme in un disperato tentativo di
lasciarsi alle spalle morte e corruzione.
All'origine di "Heaven" c'è l'ultima sceneggiatura di
Kryzstof Kieslowski, scritta poco prima della sua prematura scomparsa,
che doveva far parte di una nuova trilogia dedicata al Paradiso, al Purgatorio
e all'Inferno. E molto del grande maestro polacco ritroviamo in questo
film: l'amore puro e incondizionato, la giustizia, il perdono e la redenzione.
Purtroppo Tom Tylwer non è Kieslowski. Pur essendo un regista interessante
e non privo di talento, come ha dimostrato con "Lola corre",
il film che ce lo ha fatto conoscere, non ha quelle qualità espressive
di cui questo film avrebbe avuto bisogno. Del tutto fuori luogo, poi,
appare la scelta di ambientare la vicenda in Italia, tra Torino e la Toscana:
proprio la parte girata a Montepulciano, in location da agriturismo e
sagre paesane, infastidisce non poco, anche perché ha come diretta
conseguenza l'introduzione di interpreti italiani che sembrano capitati
lì un po' per caso. Visto che uno dei produttori è Anthony
Minghella che, come si sa, nutre una passione quasi insana per il nostro
paese, i conti tornano, ma lasciano ugualmente perplessi. Quando scorrono
i titoli di coda, insomma, rimane solo il rimpianto di un'occasione mancata.
Se la morte non ce lo avesse tolto troppo presto, sicuramente Kieslowski
ci avrebbe regalato un altro piccolo gioiello.
Simona Ottavo
|
|