In America

Regia: Jim Sheridan
Cast: Samantha Morton, Paddy Considine, Sarah Bolger, Emma Bolger, Djimon Hounsou
Sceneggiatura: Jim Sheridan & Naomi Sheridan & Kirsten Sheridan
Produzione: Arthur Lappin, Jim Sheridan
Fotografia: Declan Quinn
Scenografia: Mark Geraghty
Distribuzione: 20th Century Fox
Durata: 103'
Origine: Irlanda/GB, 2003
Sito ufficiale: www.foxsearchlight.com/inamerica/



Johnny, Sarah e le loro due bambine emigrano dall'Irlanda a Manhattan (la Grande Mela) per cercare di ricominciare a costruire una nuova vita e a dimenticare un grande dolore: la perdita del loro figlio, Frankie. In America trovano un ambiente ostile, ma la speranza e la fede, che le due figlie, Christy ed Ariel, riescono a trasmettere loro, daranno la forza necessaria per continuare a vivere ed ad amarsi nuovamente. Johnny e Sarah trovano una nuova casa in un caotico condominio di New York, abitato da tossicodipendenti e travestiti, che trasformeranno in un grazioso appartamentino. Il misterioso vicino Mateo, rimasto colpito dalla magia dei volti innocenti di Christy ed Ariel, durante la festa di Halloween, diventerà loro amico e troverà una nuova famiglia, che aiuterà nel momento di maggiore bisogno.
Presentato al Toronto Film Festival 2003, Sheridan ricostruisce una storia autobiografica la cui voce narrante è la piccola undicenne Christy, una saggia ragazzina irlandese che con la sua telecamera cerca di riprendere squarci di vita quotidiana della sua famiglia. Completa il duetto la sorellina Ariel, entrambe affascinate dalla nuova città, che appare loro come un luogo magico, dove tutto può succedere e dove dietro all' "uomo urlante" si nasconde un artista amante della vita, seppur segnato da un destino calamitoso. Scritto insieme alle due figlie, Naomi e Kirsten, Sheridan si aggiudica per la nomination per la miglior sceneggiatura insieme a quelle ottenute dall'attrice Samantha Morton, come miglior attrice, e quella di Djimon Hounsou, come miglior attore non protagonista. La storia del film si basa sulle sue esperienze di quando giunse dall'Irlanda in America e rievoca la morte di suo fratello Frankie. Dopo il successo di "Il mio piede sinistro" e di "Nel nome del padre", candidati a numerosi premi Oscar e riguardanti sempre biografie di uomini messi a dura prova dal destino, Sheridan con il suo quinto film sembra qualificarsi come un regista capace di raccontare storie al limite del reale e vicine al documentario. Gli interpreti vivono di vita propria e sanno dare autenticità e spontaneità ai sentimenti d'amore, di fede, di mortalità, speranza, rappresentati con una sorta d'ironia. Se molti emigrano in America con il sogno di sfondare, Johnny e Sarah lo fanno per dimenticare Frankie, il terzo figlio morto di tumore, il cui volto indissolubile resta memorizzato nella telecamera di Christy. "In America" è una lunga elaborazione di tale lutto ed una presa di coscienza di continuare la propria strada, senza restare ancorati al passato. L'appartamento dei due protagonisti è stato ricreato in un set nel mezzo dell'Irlanda per avere maggiore flessibilità dallo scenografo Mark Geraghty, che con grande talento è riuscito a ri-creare New York a Dublino. Le altre riprese, invece, sono state effettuate a Manhattan e le immagini di Declann Quinn cercano di catturare il ritmo esclusivo dei quartieri degradati di New York ed essenziale di Manhattan, che nasconde una comunità coraggiosa a vivere in una città dura e caotica. La trama del film semplice e drammatica è raccontata sotto due punti di vista, quello del padre, un ex attore costretto a diventare tassista e quello della figlia, Christy. Alla fine, Johnny riacquista fiducia in se stesso e ritorna a credere, a comunicare con Sarah, Christy ed Ariel, rivelando, così, un'enorme forza emotiva, che porta se stesso e gli altri a lasciare nel ricordo il piccolo Frankie, a continuare a lottare e a guardare il mondo sotto una prospettiva diversa.

Grazia Monteleone