GLI INDESIDERABILI

Regia: Pasquale Scimeca
Sceneggiatura: Pasquale Scimeca, Nennella Buonaiuto
Cast: Antonio Catania, Marcello Mazzarella, Vincent Gallo, Vincent Schiavelli, Violante Placido, Peppe Lanzetta, Marica Coco, Vincenzo Albanese, Mario Rivera, Franco Scaldati
Fotografia: Pasquale Mari
Scenografia: Eva e Osvaldo Desideri
Costumi: Grazia Colombini
Musica: Nicola Piovani
Montaggio: Babak Karimi
Origine: Italia, 2003
Durata: 90'


Scimeca è un grande autore. A volte, però, anche i grandi autori toppano e Scimeca non fa eccezione. Con Gli indesiderabili conferma che l'autorialità non sempre è sinonimo di qualità.
Nella New York dei primi anni '50 120 italo-americani vengono accusati di essere gangster in collusione con la mafia e come tali pericolosi per la Grande Mela e rispediti in Italia col marchio di "indesiderabili". In realtà questi indesiderabili non sono altro che malavitosi da quattro soldi che hanno sì legami con la mafia ma sono i tipici pesci piccoli che non contano un bel niente, misere marionette in mano a squali e barracuda intoccabili. A Scimeca sono sempre interessate le storie minori, di personaggi "piccoli", borderline, emarginati. Gli indesiderabili rientra appieno in questa sua tendenza. Il film è tratto da una storia vera raccontata nell'omonimo romanzo dal giornalista Pietro Fusco, il cronista del "secolo XIX", protagonista del film, che venne incaricato di svolgere un'inchiesta su questi personaggi nell'Italia del secondo dopoguerra. Le scene del film sono ambientate tra i paesini della Sicilia, i quartieri popolari di Palermo, il porto di Genova e i vicoli di Napoli. Ma "Gli indesiderabili" si avvale anche delle scenografie ricostruite a Cinecittà da Dante Ferretti per ricreare la New York di inizio secolo del kolossal "Gangs of New York" di Martin Scorsese e tremendamente sfruttate come scena americana da Scimeca e dallo scenografo Osvaldo Desideri (lo stesso di C'era una volta in America di Sergio Leone!). Scimeca sostiene di aver realizzato un film di genere. Più che un gangster movie con ambizioni antropologiche il film di Scimeca sembra una copia sbiadita e senza verve di "Gli intoccabili" (lo stesso titolo ne ricalca lo stile). Schematico, fiacco, superficiale. Se da una parte è apprezzabile l'impegno del regista nella ricostruzione di una storia minore (scritta a quattro mani con Nennella Buonaiuto, moglie di Enrico Ghezzi!) e parallela a quella dei veri grandi gangsters del passato come Lucky Luciano, dall'altra l'imbarazzante prova degli attori, martoriati forse da un mediocre doppiaggio, non può che deludere. Antonio Catania è più anonimo e inadatto che mai, Marcello Mazzarella è fuori parte e a disagio (interpreta se stesso in tarda e giovane età!!!) e perfino Peppe Lanzetta si rivela forzato ed improbabile...E non basta la presenza del sopravvalutatissimo Vincent Gallo, ridicolo nelle sue insopportabili moine e smorfie da Actors Studio, e della bellissima Violante Placido ancora più ridicola nell'improbabile ruolo di un'immigrata polacca che parla perfettamente italiano (!!!), a risollevare le sorti di questo sconquassato filmetto che fa il verso ai kolossal americani. Inutili le musiche di Piovani.

Marco Catola