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LE INVASIONI
BARBARICHE
Titolo originale:
Les invasions barbares
Regia: Denys
Arcand
Cast: Remy Girard, Stephane Rousseau, Marie-Josée Croze
Sceneggiatura: Denys Arcand
Origine: Canada/Francia, 2003
Durata: 111'
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Remy è
in ospedale. Sta per morire. La moglie richiama al suo capezzale il figlio,
un giovane yuppie in carriera che non ha mai potuto soffrire il padre,
la figlia, che però è in viaggio in barca in mezzo all'Oceano
e comunica solo con webcam, e gli amici di sempre che vogliono dargli
l'ultimo saluto. La morte sarà il pretesto per avvicinare padre
e figlio e per ridare un senso alla vita di tutti.
Denys Arcand torna a far visita quindici anni dopo ai personaggi di "Il
declino dell'impero americano" di cui "Les invasions barbares"
è il sequel. Sono tutti cresciuti, invecchiati, cambiati. Ma cosa
sono diventati oggi? Mariti infedeli? Mogli insoddisfatte? Gay liberati?
Figlie tossicodipendenti? Figli incompresi? Padri inetti? Madri colpevoli?
Gli anni Ottanta sono ormai svaniti e con loro la confusione dei valori.
Eppure non sembra cambiato poi molto. E all'orizzonte spunta la paura
dei "barbari" pronti ad invadere le nostre vite.
Molto parlato, abbastanza cinico, adeguatamente spassoso ma meno graffiante
del suo famigerato prequel. Arcand ha ancora talento da vendere e la sua
sceneggiatura, un mix di fulminea ironia, sarcasmo citazionista ed intellettualismo
radical chic, se la merita tutta la palma per la migliore sceneggiatura
vinta allo scorso Festival di Cannes. Assolutamente ingiusta invece la
palma per la migliore attrice a Marie-Josée Croze, semmai a Remy
Girard unico vero mattatore incontrastato e trascinante.
Marco Catola
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