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L'INVENTORE DI FAVOLE Titolo originale: Shattered Glass
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| “La
mia vita non è stata altro che una lunga serie di menzogne. E
una menzogna tirava l’altra, per coprire le precedenti” - Stephen Glass. Il caso di Stephen Glass ha fatto il giro del mondo, non soltanto poiché un giornalista di spicco, redattore di un’autorevole rivista di politica e cronaca, fosse un contafrottole, ma soprattutto per la scoperta che qualcuno fosse dotato di una così grande immaginazione da persuadersi delle proprie bugie al punto di riuscire ad ingannare amici, editori e tutta una squadra di correttori incaricati di verificare i contenuti degli articoli. Nel 1998, pochi mesi dopo la sua nomina a direttore responsabile del The New Republic, Charles Lane, direttore del giornale, licenziò Stephen Glass per aver inventato la storia pubblicata con il titolo “Hack Heaven”, descrizione dettagliata di come un giovane pirata informatico fosse riuscito ad ottenere un pacchetto molto vantaggioso da una delle sue vittime, una grande società di software. A portare alla scoperta dell’inganno, non l’unico perpetrato da Glass giacché ben 27 dei 41 articoli da lui scritti per The New Repubblic erano in tutto o in parte inventati, furono le ricerche di un altro giornalista, Buzz Bissinger, che portano poi all’articolo pubblicato da Vanity Fair nel settembre del 1998 e al quale si è ispirato Bill Ray per “L’inventore di favole”. La pellicola di Ray, al suo esordio dietro la macchina da presa dopo aver sfornato diversi copioni interessanti a Hollywood, ci offre il ritratto di un uomo di grande talento ma al tempo stesso pieno di difetti e soprattutto prigioniero delle proprie bugie, riuscendo nello stesso tempo ad esporre in modo efficace il processo creativo e di convalida degli articoli. Sebbene non approfondisca le cause e tratteggi in modo superficiale la psicologia dei personaggi, “L’inventore di favole” non si limita a raccontare allo spettatore un caso interessante, ma si propaga su di un livello più profondo, aprendo una finestra su una delle più difficili professioni dei nostri tempi, il cui compito è quello di difendere le libertà più preziose rivelando e difendendo la verità. Una lezione di etica per i corsi di giornalismo ed una lezione morale sulle motivazioni che spingono al lavoro di editore e sulla grande responsabilità che una condotta giornalistica disonesta comporta nei confronti dei lettori. Anna Lai |
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