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un ricevimento nuziale in un lussuoso albergo, Chi Ching, la damigella
d'onore, scopre l'ultima vittima di un brutale ladro di reni che da mesi
terrorizza Hong Kong. Chi Ching, unica testimone oculare, sospetta che
dietro ai terribili crimini si celi Suen Ling, una misteriosa ragazza
presente al ricevimento, ma la polizia, messa al corrente della relazione
tra la sospettata e il fidanzato di Chi Ching, preferisce seguire altre
piste, pensando ad un'accusa costruita per un personale desiderio di
vendetta.
Da questo momento la vita di Chi Ching, già piuttosto difficile
a causa di una grave insufficienza renale che le lascia come unica speranza
il trapianto, quasi impossibile a causa del suo raro gruppo sanguigno,
si trasforma in un incubo e le due donne, poli opposti della stessa sofferenza,
si troveranno unite in un unico fatale destino.
"
Koma", diretto dal regista Lo Chi-Leung, vincitore nel 2003 degli
Academy Awards Hong Kong come miglior giovane regista per "Inner Senses",
la sua precedente pellicola, è ispirato ad una vecchia leggenda
metropolitana la quale racconta di una sfortunata vittima che si sveglia
in una vasca da bagno, riempita di ghiaccio, con un rene rimosso ed un
messaggio, scarabocchiato sul muro, che le consiglia di chiamare la polizia
se desidera rimanere in vita.
Il regista sceglie la strada del giallo psicologico, concentrandosi più sull'amicizia
malata tra le due protagoniste che sullo svolgimento della trama, con il
risultato che l'intreccio narrativo risulta quanto di più prevedibile
si possa immaginare. I colpi di scena, le sorprese che dovrebbero far
saltare lo spettatore dalla poltrona, possono essere intuite facilmente
e, come
se non bastasse, alcuni passaggi narrativi dipendono da caratteri talmente
stupidi e improbabili che si viene travolti dal desiderio di lasciare
la sala.
Per peggiorare il tutto arrivano i riferimenti cinefili, da "Shining" di
Stanley Kubrick, peccato che la scena con Chi Ching che maneggia con disinvoltura
l'ascia risulti più ridicola che spaventosa, ai classici gialli
di Alfred Hitchcock, dal quale il regista di Hong Kong dichiara di aver
tratto ispirazione per il ritmo del film che "vuole dare al pubblico
le stesse emozioni di una corsa sulle montagne russe". A questo
punto ogni ulteriore commento sarebbe superfluo. Anna Lai
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