KONTROLL

Regia: Nimrod Antal
Scenggiatura: Nimrod Antal
Interpreti: Sandor Csanyi; Zoltan Mucsi; Csaba Pindroch; Sandor Badar; Zsolt Nagy
Fotografia: Gyula Pados
Montaggio: Istvan Kiraly
Origine: Ungheria 2003
Durata: 106’
Sito: www.ladyfilm.it


Il ventenne Bulcsu lavora come controllore nella metropolitana. Ha spezzato ogni legame con la vita in superficie ed è divenuto membro di una famiglia più grande, quella dei controllori, regolata da semplici regole (se vuoi viaggiare devi acquistare il biglietto) ma continuamente oggetto del disprezzo della società. Sottoterra Bulcsu ha trovato un rifugio, non ha più nulla da provare, progetti da portare a termine, nulla da guadagnare e nulla da perdere, può limitarsi ad andare alla deriva con i suoi amici alla ricerca dei trasgressori, borbottando con monotonia "biglietti, per favore" a passeggeri casuali che a volte rispondono con spregio o, addirittura, con violenza. Di notte Bulcsu dorme sul pavimento della banchina, lui e il sistema di sottopassaggi pedonali sono diventati una sola cosa, almeno fino a quando si innamora di Szofi, la figlia di Béla, il macchinista di una delle motrici, che va in metropolitana ogni giorno semplicemente perché le piace e, lentamente, inizia a penetrare il muro di isolamento costruito dal ragazzo. Uno strano personaggio incappucciato appare di tanto in tanto, sempre più frequentemente man mano che il rapporto tra Bulcsu e Szofi diventa intenso, crea scompiglio, infastidisce i controllori al punto di spingerli a dargli la caccia nei tunnel, lungo le banchine, sulle scale mobili. Una serie di omicidi commessi nella metropolitana attira i sospetti su Bulcsu, resta una sola via d’uscita, trovare l’assassino.
“ Kontroll” è un film costruito sui contrasti, claustrofobico e divertente dipinge un universo scuro e sotterraneo animato da personaggi stranamente comici ma con un risvolto estremamente serio, la solitudine di un ragazzo che vive in un mondo triste e isolato e vorrebbe disperatamente fuggirne. Il simbolismo è fin troppo ovvio, ma l’utilizzo della metafora per dividere il genere umano in esistenze “al di sopra” e “al di sotto” dei neri tunnel della metropolitana, che spengono i bagliori della speranza, porta ad un’analisi astuta della società attuale e dei suoi contrasti.

Anna Lai