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KOPS Regia: Josef
Fares
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un piccolo paesino della Svezia il tasso di criminalità è
così basso che i quattro poliziotti della centrale non hanno di meglio
da fare che giocare a carte e chiacchierare tra loro, fantasticando imprese
strabilianti che li facciano sentire all'altezza dei colleghi americani.
Quando la visita di una bella ispettrice annuncia la chiusura per inattività
del minuscolo distretto, i simpatici eroi dovranno fare in modo di rendere
la loro presenza indispensabile, anche a costo di simulare crimini ed effrazioni. Josef Fares ha piacevolmente stupito due anni fa con il suo primo film "Jalla! Jalla!", fresca commedia sulle disavventure di un immigrato libanese in Svezia. Ritorna ora con un cast quasi identico, in cui figura da protagonista il fratello Fares, e con una storia altrettanto divertente. Lasciate da parte le tematiche sull'integrazione razziale presenti nel film d'esordio, realizza un'opera che prende simpaticamente in giro l'idilliaca tranquillità svedese e strizza nel contempo l'occhio ai polizieschi americani stile "Miami Vice", citando anche i film di Bruce Lee e, insospettabilmente, la serie di "Matrix". Per le scene d'azione, infatti, il regista si è affidato allo SFX, un sofisticato procedimento digitale, riuscendo a rendere spettacolari le sequenze senza tuttavia intaccarne l'aspetto comico. Tutto fa presupporre che Fares abbia fatto di nuovo centro, confermando di essere il re della commedia svedese. E anche i grandi si stanno accorgendo di lui: se negli USA si sta preparando il remake di "Jalla! Jalla!" con Adam Sandler, per produrre "Kops" è sceso in campo Lars von Trier, con la sua "Zentropa". Simona Ottavo
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