KUKUSHKA

Regia: Alexander Rogozhkin
Sceneggiatura: Alexander Rogozhkin
Cast: Anni-Christina Juuso, Viktor Bychkov, Ville Haapasalo
Fotografia: Andrei Zhegalov
Scenografia: Vladimir Svetozarov
Suono: Anatoly Goudkovsky, Sergei Sokolov
Musica: Dmitri Pavlov
Costumi: Marina Nikolaeva
Trucco: Olga Shamkovitch
Montaggio: Julia Roumyantseva
Produttore: Sergey Selyanov, CTB Film Company
Distribuzione: Revolver
Origine: Russia, 2002
Durata: 100'



Durante la Seconda Guerra mondiale, un soldato finlandese viene incatenato ad una roccia dai suoi compagni in ritirata ed abbandonato al suo destino. Contemporaneamente un capitano dell'Armata Rossa viene arrestato dalla polizia segreta di frontiera e sta per essere giustiziato. Entrambi sono stati condannati a morte dai loro superiori. Entrambi si salvano per un pelo, l'uno riesce a liberarsi, l'altro viene ferito in un attacco aereo che uccide i suoi giustizieri. Entrambi trovano rifugio presso la fattoria di una giovane donna saami che si prenderà cura di loro.
Tre persone. Tre lingue. Tre mondi. I due uomini sono nemici, appartengono a due armate contrapposte, uno parla solo russo, l'altro solo finlandese (nella versione italiana il russo parla russo mentre il finlandese parla italiano, quindi all'inizio si fatica un po' a capirne le differenze etniche e politiche), la donna, che parla solo la lingua saami, non li vede né come soldati né come nemici ma solo come uomini bisognosi di aiuto. Da una confusione linguistica (il finlandese scambia un'imprecazione del suo compagno di sventura per il suo nome e per tutto il film lo chiama così) si arriva però ad una univoca certezza di fondo, l'amore non ha nazionalità, è un linguaggio universale. La donna, infatti, rappresenta l'elemento di congiunzione e di avvicinamento tra i due, prima li cura, poi li seduce e ci fa l'amore. Una dea della salvezza decisamente sui generis, una sorta di strega del Nord che con tisane benefiche, intrugli medicamentosi ed incantesimi d'amore riesce a trasformarli in "amici".
Kukushka indica sia l'espressione russa per indicare i cecchini finlandesi sia il nomignolo della donna (cuculo).

Marco Catola