Le lacrime della tigre nera

Thailandia 2001
Regia: Wisit Sasanatieng
Interpreti: Chartchai Ngmsan, Stella Malucchi, Supakorn Kisuwon
Sceneggiatura: Wisit Sasanatieng
Distribuzione: Bim
Durata 1h e 50'

Nella campagna di Supanburi un gruppo di fuorilegge, guidati dal rozzo Fai, si fa beffe della polizia locale rapinando e tiranneggiando la popolazione. Tra loro si fa notare il giovane Dum, divenuto bandito per vendicare la morte del padre, e ormai famoso con il soprannome di Tigre Nera. Ma il violento Dum nasconde in fondo al cuore un amore segreto, Rumpoey, la giovane figlia del governatore, conosciuta durante l'infanzia quando la famiglia di lei, evacuata da Bangkok durante la guerra del Pacifico, venne ospitata da suo padre, capo di un villaggio locale. A lei Dum fa una promessa: nonostante la differenza di classe, si sarebbero sposati. Ma, quando il giorno dell'appuntamento arriva, Dum resta bloccato in una sparatoria e non riesce a raggiungere Rumpoey in tempo. Credendosi dimenticata Rumpoey accetta di sposare il capitano Kumjorn pur continuando a coltivare nel cuore l'amore per quel timido ragazzo di campagna che le ha rubato il cuore da bambina, in un bellissimo stagno completamente ricoperto di fiori di loto appena sbocciati.
Riuscito incontro tra western e melò, Le lacrime della tigre nera, é condotto con grande gusto e con mano incredibilmente sicura per un regista, che è anche sceneggiatore, al suo debutto dietro la macchina da presa. Nella migliore tradizione del melodramma i due protagonisti appartengono a classi diverse ma il loro amore, destinato fin dall'inizio ad essere sacrificato, inserito nel complesso intreccio narrativo acquista un significato simbolico, diventa un delizioso omaggio al cinema Tailandese degli anni 60, a tutti quei film che, soprattutto grazie all'utilizzo di canzoni tipiche del folklore, riuscirono a conquistare anche il pubblico delle campagne. Melò quindi ma anche western, con gli immancabili duelli al tramonto con il Corral sostituito da un placido fiume tailandese, e le divertenti musiche, inneggianti al Morricone dei film di Sergio Leone, che si affiancano armonicamente alle canzoni popolari.. Il tutto inserito in un universo di colori, in un mondo che sembra colorato a mano, come le cartoline prodotte nel Terzo Mondo, e arricchito da un'architettura quasi fiabesca, ricavata dalle tradizioni figurative della cultura tailandese.

Anna Lai