LARS E UNA RAGAZZA TUTTA SUA

Titolo originale: Lars and the Real Girl
Regia:  Craig Gillespie
Sceneggiatura: Nancy Oliver
Cast: Ryan Gosling, Patricia Clarkson, Emily Mortimer, Kelli Garner, Paul Schneider, Boyd Banks, Tommy Chang, Lindsey Connell, Maxwell McCabe-Lokos, Annabelle Torsein
Fotografia: Adam Kimmel
Montaggio: Tatiana S. Riegel
Scenografia: Arvinder Grewal
Costumi: Kirston Leigh
Musiche: David Torn
Distribuzione: Dnc
Origine: Usa, 2007
Durata: 106'
Sito: www.larsandtherealgirl-themovie.com, www.screenweek.it/lars

 



Lars è giovane, carino e sensibile. Eppure se ne sta sempre da solo nella dependance della casa del fratello. Rifiuta ogni intromissione dal mondo esterno. E ha paura di essere toccato. Non può che sorprendere quindi la sua decisione di presentare a parenti ed amici la sua nuova ragazza, Bianca. Tanto più che non si tratta di una persona in carne ed ossa ma di una bambola in silicone acquistata su internet! Tra reazioni sconcertate della gente comune, accondiscendenza pietosa dei conoscenti e consigli interessati del medico di famiglia Lars riuscirà a far accettare a tutti la sua Bianca ma troverà il tempo anche per amare una donna vera…
Il film rivelazione del Festival di Torino, per la prima volta sotto l’egida lungimirante di Nanni Moretti, dove ha vinto il premio del pubblico, è il tipico prodotto indie (tant’è che è stato presentato proprio al Sundance 2007) con tanto di microcosmo ambientale (siamo in una sperduta cittadina del Midwest), singolare nevrosi e amore impossibile. La sceneggiatrice viene da “Six Feet Under” e l’humour nero al limite del grottesco che pervade il film ne è diretta testimonianza. Eppure lo sguardo delicato su una solitudine alienata e fuori dal mondo finisce per lasciare il passo ad un punto di vista troppo edulcorato e poco realistico per poter davvero convincere. Gillespie razionalizza la follia (tutta la comunità asseconda la “deviazione” di Lars senza battere ciglio) ma si dimentica di fare i conti con la dura realtà. Esiste davvero un posto in cui il “diverso” non viene sbeffeggiato, umiliato, discriminato? Possibile che nessuno reagisca malamente alla novità? Davvero sono così aperte le mentalità suburbane? L’approccio buonista di Gillespie puzza di fasullo e la parabola morale di cui si fa portavoce perde di valore assumendo i connotati di favoletta stucchevole e rassicurante. Che evidentemente tanto piace a pubblico e critica ma che forse gira un po’a vuoto. Se la conclusione del “percorso” di Lars è comunque la presa di coscienza dell’altro da sé e del mondo che lo circonda non ha molto senso insistere sul suo imbambolato (è proprio il caso di dirlo) rapporto con l’universo femminile per più di un’ora e mezza. Per tutta la durata del film ci si illude che prima o poi arrivi un duro colpo a sconquassare l’idillio ma purtroppo non succede niente fino alla fine...Peccato.

Marco Catola