LAUREL CANYON

Regia: Lisa Cholodenko
Sceneggiatura: Lisa Cholodenko
Montaggio: Amy E. Duddleston
Fotografia: Wally Pfister
Scenografia: Catherine Hardwicke
Musica: Craig Wedren
Interpreti: Frances McDormand, Christian Bale, Kate Beckinsale, Natascha McElhone, Alessandro Nivola, Lou Barlow, Russell Pollard, Imaad Wasif,
Mickey Petraia, Melissa De Sousa
Paese: USA, 2002
Durata: 103'



Un dottorino dalla mentalità borghese e la sua ragazza puntigliosa e ancora più conservatrice di lui si trasferiscono a Laurel Canyon, nella casa della madre di lui, una tardona cannadipendente e dai costumi sessuali molto liberi. L'incontro-scontro con una mentalità e un tipo di vita senza regole e limiti porterà i due piccioncini a rivedere il loro rapporto. Lei finisce a letto con la tardona, lui con un'affascinante neuropsichiatra.
La commedia è ben impostata, le battute funzionano, il ritmo è serrato e non permette di distrarsi, gli attori sono tutti in gran forma. Qualcosa però si inceppa alla fine del film quando il perbenismo americano vuole che la coppia scoppiata ritorni maldestramente e forzatamente insieme. Peccato perché i momenti dei due tradimenti (di Bale e della Beckinsale) avevano lasciato intravedere la potenziale nascita di una coppia fuori dagli schemi e invece…
Christian Bale ha lasciato le vesti perverse di American psycho e si è buttato anima e corpo nel ruolo del fidanzatino fedele e represso, la Beckinsale è sempre più bella e magra ed impressionantemente uguale a Liv Tyler (senza però la sua carica erotica!), la McDormand sfodera una sfilza di memorabili battute da scompiscio, Nivola è il fratello gemello separato alla nascita di Alex Del Piero e canta veramente le canzoni del film, la McElhone sfoggia un sorrisone durbans da vamp e parla inglese come una tedescaccia di provincia.
Laurel Canyon è una strada che attraversa il cuore delle colline di Hollywood, collegando la tranquilla periferia borghese della San Fernando Valley al centro di Los Angeles.
Laurel Canyon era stato presentato al Festival di Cannes nel 2002 ed è inspiegabilmente uscito con un ritardo di ben due anni!
La Cholodenko è una regista indipendente che si era messa in luce con l'intenso "High art" (da noi mai passato in sala ma fatto uscire ancora più inspiegabilmente solo in vhs!) qui alla sua prima volta con un film a più alto budget.

Marco Catola