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Lettere al vento Regia: Edmond
Budina |
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| Niko
è un ex professore nonché ex segretario del partito, nell'Albania
del post comunismo. La sua famiglia sopravvive soltanto grazie ai soldi
che il figlio Mikel gli invia dall'Italia, dove è fuggito via mare
in cerca di lavoro, ma da qualche tempo il ragazzo non manda sue notizie
e Niko teme possa essergli accaduto qualcosa. Un giorno la giovane figlia
è rapita, mentre si trova a scuola, da una banda che vuole avviarla
alla prostituzione ma, quando uno dei delinquenti sente il nome di Mikel,
la rilascia immediatamente implorandola di non raccontare la faccenda al
fratello. Niko teme che il figlio sia diventato un assassino ed inizia a
vendere banane per la strada cercando di raccogliere i soldi necessari per
il viaggio in Italia; la faccenda non si presenta semplice, per il racket
i suoi prezzi sono troppo bassi e non gli resta che recarsi dal capo dell'organizzazione
cercando di trovare un accordo. A sorpresa, questi altri non è che
Goni, un suo vecchio amico al quale aveva salvato la vita quando era segretario
del partito, diventato ora ricco grazie all'attività di scafista,
infatti la sua barca fa la spola con l'Italia, portando centinaia di disperati
alla ricerca di un lavoro. Ora Niko ha il soldi per il viaggio, ma ad attenderlo
a Torino trova una verità che non avrebbe mai potuto immaginare.
Edmond Budina, attore e regista, è stato un personaggio importante nella vita politica e sociale dell'Albania, vice direttore dell'Accademia di arte drammatica di Tirana e punto di riferimento per gli studenti nella rivolta contro il regime comunista. In Italia ormai da nove anni, sua moglie è italiana, Budina non ha dimenticato la difficile situazione del proprio paese e Lettere al vento vuole essere proprio una piccola trasposizione della realtà albanese, nella quale s'incrociano situazioni buffe e drammatiche, religione e superstizione, follia e creatività. In Lettere al vento la realtà si mescola alla fantasia, riflettendo le forti contraddizioni che esistono nella società albanese mentre l'inclinazione delle persone a manifestare in modo esagerato i propri stati d'animo viene trasferita sullo schermo, senza fastidiosi sentimentalismi, grazie ad una recitazione molto spontanea. Il riferimento a Emir Kusturica e al suo film più famoso, Underground, non può sfuggire neppure allo spettatore più distratto, ma il cinema di Budina non manca di originalità e Lettere al vento resta un film scritto e diretto bene, da un regista che, persino in un paese superficiale come l'Italia, non abbandona le idee nelle quali ha creduto. Anna Lai |
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