Lettere al vento

Regia: Edmond Budina
Sceneggiatura: Edmond Budina
Interpreti: Edmund Budina; Bujar Asqeriu; Violeta Trebicka Banushi; Flavio Bucci; Ermela Teli
Origine: Italia/Albania 2002
Durata: 84'

Niko è un ex professore nonché ex segretario del partito, nell'Albania del post comunismo. La sua famiglia sopravvive soltanto grazie ai soldi che il figlio Mikel gli invia dall'Italia, dove è fuggito via mare in cerca di lavoro, ma da qualche tempo il ragazzo non manda sue notizie e Niko teme possa essergli accaduto qualcosa. Un giorno la giovane figlia è rapita, mentre si trova a scuola, da una banda che vuole avviarla alla prostituzione ma, quando uno dei delinquenti sente il nome di Mikel, la rilascia immediatamente implorandola di non raccontare la faccenda al fratello. Niko teme che il figlio sia diventato un assassino ed inizia a vendere banane per la strada cercando di raccogliere i soldi necessari per il viaggio in Italia; la faccenda non si presenta semplice, per il racket i suoi prezzi sono troppo bassi e non gli resta che recarsi dal capo dell'organizzazione cercando di trovare un accordo. A sorpresa, questi altri non è che Goni, un suo vecchio amico al quale aveva salvato la vita quando era segretario del partito, diventato ora ricco grazie all'attività di scafista, infatti la sua barca fa la spola con l'Italia, portando centinaia di disperati alla ricerca di un lavoro. Ora Niko ha il soldi per il viaggio, ma ad attenderlo a Torino trova una verità che non avrebbe mai potuto immaginare.
Edmond Budina, attore e regista, è stato un personaggio importante nella vita politica e sociale dell'Albania, vice direttore dell'Accademia di arte drammatica di Tirana e punto di riferimento per gli studenti nella rivolta contro il regime comunista. In Italia ormai da nove anni, sua moglie è italiana, Budina non ha dimenticato la difficile situazione del proprio paese e Lettere al vento vuole essere proprio una piccola trasposizione della realtà albanese, nella quale s'incrociano situazioni buffe e drammatiche, religione e superstizione, follia e creatività. In Lettere al vento la realtà si mescola alla fantasia, riflettendo le forti contraddizioni che esistono nella società albanese mentre l'inclinazione delle persone a manifestare in modo esagerato i propri stati d'animo viene trasferita sullo schermo, senza fastidiosi sentimentalismi, grazie ad una recitazione molto spontanea.
Il riferimento a Emir Kusturica e al suo film più famoso, Underground, non può sfuggire neppure allo spettatore più distratto, ma il cinema di Budina non manca di originalità e Lettere al vento resta un film scritto e diretto bene, da un regista che, persino in un paese superficiale come l'Italia, non abbandona le idee nelle quali ha creduto.

Anna Lai