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La Locanda della felicità Regia: Zhang
Yimou |
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| La
locanda della felicità è la storia di un'amicizia, quella
tra Zhao, un pensionato ultracinquantenne, e Yu Wing, una giovane ragazza
cieca, figliastra della donna che Zhao vorrebbe sposare e alla quale ha
raccontato di essere il proprietario di un albergo, "La locanda della
felicità". In realtà quest'ultima altro non è
che un vecchio autobus, risistemato alla meglio, affittato ad ore come nido
d'amore a giovani coppie in cerca di un po' d'intimità. Per non deludere
la fidanzata, Zhao accetta di impiegare la giovane nel fantomatico albergo
e, con l'aiuto dei suoi amici, le realizza un falso salone per massaggi
in un laboratorio in disuso della fabbrica nella quale lavorava. Yu Wing
intuisce ben presto l'inganno ma, per non deludere il simpatico gruppo di
amici, recita il proprio ruolo fino a quando, più forte proprio grazie
ai momenti felici trascorsi con loro, sceglie di affrontare da sola il proprio
futuro. Amo il cinema di Zhang Yimou, cinema tradizionale ma incredibilmente ricco, grazie alla capacità di spaziare con lo sguardo, variando il registro narrativo attraverso l'alternarsi tra vero e falso, gioia e dolore, sentimentalismo e denuncia, e non posso che restare delusa davanti alla sua ultima opera. Retorico e banale, "La locanda della felicità" si stabilisce su un registro monocorde e piuttosto semplicistico, abbiamo i buoni e i cattivi, questi ultimi rappresentati dalla matrigna e dal fratellastro della giovane Yu Wing, una specie di Cenerentola cinese appena uscita dalla favola omonima, in soccorso della quale arriva il gruppo di pensionati capitanati da Zhao, poveri ma ricchi di buoni sentimenti. A fare da sfondo alla vicenda, non il paesaggio rurale che spesso ha accompagnato le opere del regista cinese, penso soprattutto ai bellissimi "La storia di Qui Ju" e al più recente "Non uno di meno", al centro dei quali abbiamo altre due giovani eroine, ma una città non identificata, sulla quale lo sguardo di Zhang Yimou si posa però con superficialità (è sostanziale conoscere il prezzo del gelato Haagen Daz in Cina?), senza quel desiderio d'analisi critica della società cinese che, invece, da sempre accompagna i suoi film. Restano comunque alcune gag divertenti del protagonista, bugiardo incallito con un gran cuore e la tenerezza del rapporto tra i due, quasi nonno e nipote, non soltanto due solitudini in grado comprendersi e ma anche due generazioni unite dallo stesso bisogno d'amore. Anna Lai |
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