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LOST IN
TRANSLATION Regia: Sofia
Coppola
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| Due
anime perse nel Paese dei contrari. Il Giappone è il Paese del caos
con le sue vetrine luccicanti, i suoi rumori frastornanti e i suoi videogames
impazziti. Ma è anche il Paese del silenzio con i suoi spazi aperti,
i suoi templi rigorosi e le sue atmosfere magiche. Un paese in cui è
facile (s)perdersi. Un attore in cerca di un rilancio che gira uno spot
per un whisky. Una ragazzina sposatasi troppo giovane dietro al suo uomo
fotografo sempre impegnato. Due solitudini, due anime afflitte da problemi
esistenziali, due mondi solo in apparenza così lontani. La loro crisi
in realtà è simile. Lui è sposato da 25 anni ma è
stanco di sentire la voce della moglie che gli rimprovera solo di essersi
dimenticato del compleanno della figlia o che gli chiede consiglio su quale
colore comprare per la moquette. Lei è sposata da soli tre anni ma
non comunica con il suo uomo troppo preso dal suo lavoro per accorgersi
delle attenzioni di cui ha bisogno e della sensibilità che mette
in tutte le cose che fa. E allora? Che fare? Non resta altro da fare che
"congiungersi". Unire le forze per prendere coscienza del male
e superarlo insieme. Non si tratta proprio di amore ma di complicità,
amicizia, condivisione. Tra i due non scocca la scintilla o meglio entrambi
evitano di finire a letto forse proprio perché hanno bisogno di altro.
Il loro incontro è fortuito, occasionale, destinato a finire nel
giro di pochi giorni ma di sicuro resterà per sempre nel loro cuore. Delicato affresco di un'amicizia particolare tra due persone sole e piene di amore in una città straniera e sconosciuta, in preda all'insonnia, all'alcool e al mal di vivere,"Lost in translation" conferma l'occhio attento e lungimirante di una giovane autrice che ha sì alle spalle il peso insormontabile ed inestinguibile, ahimé, del padre, che qui è anche produttore, ma che rivela un talento innegabile e una sensibilità completamente diversa da quella paterna e che prima o poi le permetterà di scrollarsi di dosso l'insostenibile etichetta di raccomandata figlia di papà. Nel cast un impareggiabile Bill Murray (davvero irresistibile le prove dello spot quando imita James Bond!) e una promettente Scarlett Johansson, acida come lo yogurt in Ghost world, qui invece tenera come una caramella gelly. Colonna sonora da sballo con pezzi di Kevin Shields, Air, Jesus & Mary Chains, Death in Vegas. Presentato allo scorso Festival di Venezia nella sezione Controcorrente. Marco Catola |
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