Lovely Rita

Regia: Jessica Hausner.
Interpreti: Barbara Osika, Christoph Bauer, Peter Fiala, Wolfang Kostal. Sceneggiatura: J. Hausner.
Produzione: Antonin Svoboda, Philippe Bober, Heinz Stussak. Distribuzione: Mikado.
Origine: Austria/Germania 2001.
Durata: 1h e 20'
Sito: www.lovely-rita.com

Rita, sguardo triste e viso perennemente imbronciato, è una adolescente difficile. Il padre è autoritario, la madre sottomessa, le compagne della scuola cattolica la guardano come un'aliena. Perché Rita non è come loro. Si veste con magliette trasparenti ed attillate, è solitaria, marina spesso la scuola. L'unico amico che ha è un suo vicino di casa, un ragazzino malato e più piccolo di lei, con il quale una notte ha un approccio sessuale. E quando i suoi lo scoprono sono guai. Ma a Rita sembra non importare niente neanche delle punizioni, neanche se suo padre la rinchiude in camera sua. Per lei il vero isolamento è fuori da quelle quattro mura. Rita vuole la libertà, vuole andare via, vuole essere amata. E' per questo, forse, che si lega ad un maturo conducente di autobus con cui fa sesso occasionale. O forse è solo per noia. Quando il suo piccolo amico viene ricoverato in ospedale, Rita lo porta via ma la loro fuga fallisce. La sera del compleanno del padre Rita prende una pistola e uccide i suoi genitori.
Da qualche anno l'Austria gioca sporco, mostrandoci il lato oscuro della sua società. Da "Funny games" di Haneke a "Canicola" di Seidl, è stato tutto un susseguirsi di immagini shockanti e storie dure. "Lovely Rita" non è da meno. Spietato, lucido, senza speranza, il film della Hausner colpisce come un pugno allo stomaco, come i due colpi di pistola del pre-finale.
E lo fa con uno stile semplice, senza formalismi, che punta soprattutto sulla bravura della giovane protagonista: la macchina da presa ne accompagna i movimenti, ne scruta il viso ombroso in cui lo sguardo si illumina raramente, come quando corre sulla neve con il suo piccolo amico, mostrandoci solo per un breve momento l'immagine di una ragazza felice. A Cannes l'anno scorso avevano già avuto modo di apprezzarlo, ora anche noi ne abbiamo la possibilità.

Simona Ottavo