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Love song Titolo originale:
Monrak Transistor
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| Pan,
un ragazzo semplice di campagna che ama ridere, cantare, ballare e, soprattutto,
divertirsi, incontra in una fiera del villaggio Sadaw, una giovane fanciulla,
di cui si innamora subito. Non mancano momenti teneri tra i due: Pan che
le dedica canzoni d'amore, un romantico giro in barca sotto le stelle, delle
poetiche lettere per lei e dei regali come una radiolina e una camicetta
azzurra, prima di convolare a nozze. O momenti divertenti e briosi come
quando il padre della ragazza li spia dalla finestra di casa con il fucile
puntato su Pan, e sempre ha da dire di lui. La favola continua con Pan chiamato
alle armi; ed anche lì canta canzoni che rievocano il suo amore e
riempie di lettere Sadaw. Finalmente, il suo sogno di divenire famoso sembrerebbe
presentarsi con un concorso canoro, per far parte della band di Bangkok.
Dopo due anni di servitù, Pan comprende che al successo non si giunge
senza dare qualcosa in cambio. Così, scappa e si ritrova a lavorare
con dei tagliatori di barbabietole, che subito abbandona a causa di un incidente.
Commette un furto e la scena tutta al rallentatore, sembra prolungare quel
triste evento, punteggiato da una musica angosciante e da incubo, e rappresenta
un'interminabile agonia. Pan passa un anno e quattro mesi in prigione, e
il dolly dall'alto verso il basso, che riprende prima le foglie degli alberi
e poi il suo figlioletto, apre un nuovo scenario della sua incredibile vicenda,
che termina in un lungo ed indimenticabile abbraccio con Sadaw. Presentato al 55° Festival di Cannes, il terzo lavoro "Monrak Transistor" del regista asiatico Ratanaruang, dopo "Fun Bar Karaoke" e "69" è una sorta di viaggio, svolto da un personaggio semplice lungo i meandri di un'esistenza impetuosa, fino a giungere alla redenzione totale per lo sbaglio di aver rincorso un fantasma di ricchezza evanescente. Lungo il tragitto comprenderà man mano che "cento donne, cento amanti non valgono quanto Sadaw". Il film è tratto dal romanzo di Wanlayangkoon, ma, anche se costruito a scatole cinesi, è un puro esercizio di comicità e di ironia attuali, dove la filosofia esotica dei thailandesi sempre vige nelle frasi o canzoni dei personaggi. Il centro motore di "Love Song" è una radiolina e la parola "monrak" non è altro che una tipica frase popolare, utilizzata per indurre la gente ad andare a vedere una storia d'amore, accompagnata da dolci canzoni folk. Ratanaruang, nello stesso tempo, denuncia l'arrivismo dei poveri, le ingiustizie cui sono costretti sia gli uomini che le donne per divenire cantanti noti, ed afferma che l'unica via di felicità è non inseguire sogni materiali e che " l'amore che trova amore sulla propria via è come un prato annaffiato". Volendo imitare i film hollywoodiani, il regista filtra melodramma, classici cauntry e western thailandesi in immagini ricche di colori accesi e di paesaggi esotici, ma verso il finale tutto risulta scontato e si giunge al punto di partenza. Grazia Monteleone.
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