LUCI NELLA NOTTE

Titolo originale: Feux Rouges
Regia: Cédric Kahn
Sceneggiatura Cédric Kahn, Laurence Ferreira-Barbosa e Gilles Marchand
Cast: Carline Paul, Jean-Pierre Gos, Vincent Deniard, Carole Bouquet, Jean-Pierre Darroussin
Fotografia: Patrick Blossier
Montaggio: Yann Dedet
Costumi: Elisabeth Tavernier, Edwige Morel d'Arleux
Scenografia: François Abelanet
Musica: Claude Debussy
Origine: Francia, 2004
Durata: 106’
Sito: http://www.feuxrouges-lefilm.com/

 

 



Antoine e sua moglie Hélène sono a bordo della loro auto per raggiungere i figli e andare in vacanza nel sud della Francia. Lungo il tragitto, Antoine si ferma più volte a bere qualcosa e man mano che il viaggio prosegue diventa sempre più irritato dal caldo, dall'alcool e dai continui battibecchi con lamoglie. Dopo un violento litigio, Hélène, esasperata, abbandona l'auto e si avvia a piedi, da sola e al buio. Antoine la va a cercare ma si imbatte in uno strano personaggio. Nel frattempo la polizia sta cercando un detenuto evaso dalla prigione...
Tratto dal romanzo “Feux rouges” di Georges Simenon, “Luci nella notte” è un particolare noir on the road che trasferisce l’azione dagli Stati Uniti alla Francia. “Feux rouges” fa infatti parte delle opere del periodo americano di Simenon che lo ha scritto nel luglio del 1953quando si trovava a Lakeville, nel Connecticut. Nel romanzo era una coppia newyorkese della media borghesia a viaggiare verso il Maine, qui invece una coppia alla deriva si dirige dal centro verso il Sud della Francia. Pur non essendo ambientato, quindi, tra le strade d’America, il film di Kahn riesce ugualmente a mantenere intatta l’atmosfera del noir tipicamente americano, restando in questo senso abbastanza fedele al romanzo originale. Antoine ed Hélène sono una coppia come tante altre, con una casa propria, due figli, un buon tenore di vita, un’apparente tranquillità familiare. Eppure al di sotto di questa rassicurante apparenza si cela un’insoddisfazione più profonda, una crisi da tempo sopita, ungrave disagio interiore che a poco a poco cominciano ad affiorare proprio durante questo viaggio di vacanza. Un viaggio che si rivelerà una vera bomba ad orologeria. Non solo uno spostamento fisico in auto ma anche uno stravolgimento dell’anima e dello spirito. Il vero viaggio, quello che la coppia compie separatamente, è come il trasferimento in un’altra dimensione, una sorta di muta interiore. Ognuno lascia la propria pelle per immergersi in un’altra, completamente nuova. Un doppelganger che è sempre stato dentro di noi ma di cui si ignorava l’esistenza.
Cédric Kahn ricrea un’atmosfera cupa ed opprimente, quasi straniante. L'insofferenza, l'odio, il risentimento, la frustrazione sono i veri protagonisti di questo thriller allucinato alla francese in cui sogno e realtà si confondono delineando una progressiva discesa agli Inferi da cui non si può più tornare indietro. Forse…

 

Marco Catola