LUTHER

Regia: Eric Till
Interpreti: Joseph Fiennes, Alfred Molina, Bruno Ganz, Peter Ustinov, Jonathan Firth, Claire Cox, Mathieu Carrière
Sceneggiatura: Camille Thomasson, Bart Gavigan
Fotografia: Robert Fraisse
Musica: Richard Harvey
Montaggio: Clive Barrett
Produzione: Brigitte Rochow, Christian P. Stehr, Alexander Thihes
Distribuzione: Metacinema
Origine: Germania, 2003
Durata: 121'
Link: www.lutherthemovie.com


Nel XVI secolo, appena scampato alla morte durante un terribile uragano, il giovane Martin Lutero si sente profondamente trasformato. Abbandona gli studi di giurisprudenza ed entra in un monastero Agostiniano, contro il volere di suo padre, dedicandosi al digiuno, alla preghiera sino all'esaurimento fisico e alla disperata ricerca di un Dio misericordioso. Ordinato sacerdote nel 1507, a poco più di vent'anni, viene inviato a Roma per perfezionare i suoi studi teologici. Il soggiorno nella capitale della Cristianità si rivela negativo, soprattutto a causa della presenza della corruzione e della pratica, allora molto diffusa, della vendita delle indulgenze. Tornato in Germania e divenuto professore di teologia, insegnò con fervore e con l'appoggio del principe di Wittenberg, Federico II il Saggio di Sassonia, la supremazia della fede, conquistando un largo seguito tra la popolazione.
Eric Till cerca di ripercorrere la vita del giovane Lutero fino alla sua scomunica da parte del Papa, Leone X; alla sua sconfessione da parte dell'imperatore Carlo V, che lo bandirà dall'Impero come eretico; e alla Rivolta Protestante, che ne conseguì, creando una nuova dottrina religiosa all'interno del mondo cattolico. Il regista coglie l'occasione per un più ampio ed ambizioso affresco di un periodo storico che vide l'Europa attraversata da grandi trasformazioni e divisioni, sia religiose che politiche. "Luther" è un racconto affascinante, la testimonianza che il potere della fede di un uomo può cambiare il mondo. Diverso da "The Passion" con Mel Gibson e di stampo televisivo (infatti il regista vanta una carriera proprio nell'ambito del piccolo schermo), il film di Till è girato in tre paesi diversi: Italia, Boemia e Germania. Ad incarnare l'ardimentoso e 'ribelle' religioso è l'inespressivo Joseph Fiennes (Il nemico alle porte, Shakespeare in love), che in nulla ricorda il sinistro e grossolano personaggio che Cranach rappresentò in un dipinto del 1529; nel contempo, però, presenta la figura di Lutero in una veste umana e misericordiosa, depurandola dall'austerità che il mondo cattolico l'ha sempre avvolta. Completano il cast internazionale: Bruno Ganz, Alfred Molina e l'82enne sir Peter Ustinov alla sua ultima apparizione. Inoltre, la fotografia di Robert Fraisse intimidisce, confonde, domina stati d'animo che Lutero avrà probabilmente vissuto. Till crea una finzione credibile, seppur romanzata, attraverso una scenografia impressionante. Molte scene quali quelle con la venditrice di fascine Hanna e la figlia zoppa Grete; con Ulrich, il monaco agostiniano suo amico; o con il semplice muratore Otto sono tutte creazioni della fantasia, estrapolate dalle molte relazioni realmente vissute da Lutero durante la sua esistenza. In evidenza è posto il conflitto tra Martin Lutero e la chiesa Cattolica per la questione delle indulgenze, che potevano essere acquistate, a seguito di un pellegrinaggio a Roma, in cambio di una piccola somma di denaro. L'ovvia conseguenza fu che la pratica divenne terreno fertile per la corruzione: i più poveri ed ignoranti credevano che si stavano 'comprando' la salvezza, ossia la remissione completa dei peccati ed un posto sicuro in paradiso. Lutero non solo trovò ripugnante tale pratica per finanziare la costruzione della nuova Basilica di S. Pietro, ma la mise sotto accusa anche dal punto di vista teologico. Dopo studi profondi, il monaco giunse alla determinazione che l'amore di Dio fosse così grande da concedere spontaneamente il perdono a chi peccava, se il peccatore aveva fede. Egli riteneva che l'uomo poteva essere salvato dalla sola fede in Dio. Le indulgenze non erano soltanto futili e negative, perché allontanavano le persone dal vero sentiero verso la salvezza, ma toglievano loro anche denaro che potevano utilizzare per mangiare e vestirsi. Il prodotto cinematografico, finanziato dalla Germania, dove ha ottenuto un grande successo, e dalla Chiesa Luterana, che ha partecipato attivamente studiando e correggendo ove necessario la sceneggiatura, potrebbe vantare l'eventualità di far scoprire un personaggio che molto citato, si rivela in realtà poco conosciuto. "Luther" non solo espone l'attività del giovane Lutero contro la Chiesa come anche contro i ribelli, non sembrando molto coinvolgente, ma mostra pure l'esigenza di ripristinare la primitiva verità cristiana mediante il ritorno alla 'scriptura sola' (la lettura diretta del testo biblico, senza mediazione ecclesiastica) insieme alla decisione di tradurre in tedesco le Sacre Scritture per renderle accessibili a tutti, però è pieno di molte 'libertà' storiche. Il film è destinato a far discutere ancora sulla storia e sulle vicende di questa figura affascinante, oggetto di approfondimento e studio, dimostrando che la presa di coscienza della propria condizione è la vera strada verso la libertà e l'autonomia spirituale.

Grazia Monteleone