Mademoiselle


Regia: Philippe Lioret
Interpreti:Sandrine Bonnaire, Jacques Gamblin
Sceneggiatura:Philippe Lioret, Christian Sinniger
Produzione : Rezofilm
Distribuzione: Bim
Origine: Francia, 2002
Durata: 85'
Sito ufficiale:www.bimfilm.com

 

Claire è la classica donna in carriera divisa tra il lavoro, il marito e i due figli, desiderati ed amatissimi. Nel corso di una convention organizzata dalla casa farmaceutica per la quale lavora come informatore sanitario incontra Pierre, affascinante attore abituato ad improvvisare sul palcoscenico come nella vita. Dopo i primi timidi approcci tra i due esplode la passione e Claire, trascinata dal forte carisma di Pierre, riuscirà nel corso dell'unica sconclusionata giornata che trascorreranno insieme a ritrovare un immaginario per troppo tempo occultato sotto una patina di razionalità e perbenismo. Il tempo scorre in antitesi con la volontà dei protagonisti, Pierre si limita a rifiutarlo, Claire nel tentativo di dominarlo finisce per dominare anche l'evoluzione del rapporto. Non a caso viviamo la loro storia d'amore attraverso la memoria di Claire e seguendo il filo dei suoi ricordi, scatenati dal manifesto di uno spettacolo teatrale con raffigurato un faro, vediamo sfilare tutta la loro breve relazione fra treni persi per caso, un modellino di faro che viene dimenticato in continuazione, oppure per scelta, ma sempre come espressione della volontà di una donna consapevole del proprio fascino e del potere che ne deriva. La trama risulta in realtà piuttosto noiosa, la storia d'amore non sembra coinvolgere realmente i protagonisti e ancor meno gli spettatori soprattutto perché la sceneggiatura non riesce nel tentativo di spiegarci il segreto dei sentimenti, di quella meravigliosa alchimia che ci domina e ci spinge verso l'altro anche contro la nostra volontà, e finisce solo per trasmetterci l'importanza dei legami familiari, la loro capacità di resistere e sopravvivere allo sconvolgimento dei sensi. La debolezza della struttura narrativa non consente inoltre al regista di delineare la psicologia dei personaggi, lasciando il tutto ad un livello superficiale, quasi impersonale, nonostante la bravura dei protagonisti e lo charme di una Sandrine Bonnaire in gran forma. Così il film più che concludersi si ferma, e dopo il finale scontatissimo (cosa poteva fare la dolce e determinata Claire se non tornare al suo tranquillo tran tran familiare fatto di cene tra amici e giocattoli per i bambini?) in me resta solo il rimpianto di aver sacrificato uno splendido pomeriggio di sole.

Anna Lai