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Mademoiselle
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| Claire
è la classica donna in carriera divisa tra il lavoro, il marito e
i due figli, desiderati ed amatissimi. Nel corso di una convention organizzata
dalla casa farmaceutica per la quale lavora come informatore sanitario incontra
Pierre, affascinante attore abituato ad improvvisare sul palcoscenico come
nella vita. Dopo i primi timidi approcci tra i due esplode la passione e
Claire, trascinata dal forte carisma di Pierre, riuscirà nel corso
dell'unica sconclusionata giornata che trascorreranno insieme a ritrovare
un immaginario per troppo tempo occultato sotto una patina di razionalità
e perbenismo. Il tempo scorre in antitesi con la volontà dei protagonisti,
Pierre si limita a rifiutarlo, Claire nel tentativo di dominarlo finisce
per dominare anche l'evoluzione del rapporto. Non a caso viviamo la loro
storia d'amore attraverso la memoria di Claire e seguendo il filo dei suoi
ricordi, scatenati dal manifesto di uno spettacolo teatrale con raffigurato
un faro, vediamo sfilare tutta la loro breve relazione fra treni persi per
caso, un modellino di faro che viene dimenticato in continuazione, oppure
per scelta, ma sempre come espressione della volontà di una donna
consapevole del proprio fascino e del potere che ne deriva. La trama risulta
in realtà piuttosto noiosa, la storia d'amore non sembra coinvolgere
realmente i protagonisti e ancor meno gli spettatori soprattutto perché
la sceneggiatura non riesce nel tentativo di spiegarci il segreto dei sentimenti,
di quella meravigliosa alchimia che ci domina e ci spinge verso l'altro
anche contro la nostra volontà, e finisce solo per trasmetterci l'importanza
dei legami familiari, la loro capacità di resistere e sopravvivere
allo sconvolgimento dei sensi. La debolezza della struttura narrativa non
consente inoltre al regista di delineare la psicologia dei personaggi, lasciando
il tutto ad un livello superficiale, quasi impersonale, nonostante la bravura
dei protagonisti e lo charme di una Sandrine Bonnaire in gran forma. Così
il film più che concludersi si ferma, e dopo il finale scontatissimo
(cosa poteva fare la dolce e determinata Claire se non tornare al suo tranquillo
tran tran familiare fatto di cene tra amici e giocattoli per i bambini?)
in me resta solo il rimpianto di aver sacrificato uno splendido pomeriggio
di sole. Anna Lai |
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