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M'ama
non m'ama
Titolo originale:
A la folie
pas de tout
Regia : Laetitia Colombani
Cast : Audrey Tatou, Samuel Le Bihan, Isabelle Carrè, Clement Sibony,
Sophie Guillemin
Sceneggiatura : L. Colombani
Produzione: Telema
Distribuzione: BIM
Origine: Francia 2002
Durata: 100'
Sito ufficiale: www.bimfilm.com
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Angelique
è una promettente pittrice di Bordeaux. E' innamoratissima di Loic,
brillante cardiologo a cui pensa in continuazione e che ricopre di regali.
Peccato che l'uomo sia già sposato e che di tutte queste attenzioni
non sappia che farsene. La sua indifferenza non sembra toccare più
di tanto la ragazza, che pur di averlo per sé sembra essere disposta
proprio a tutto. Ma le cose sono ancora più complicate di quanto
appaiano e le apparenze sono decisamente ingannevoli.
Sorprendente. E' questo l'aggettivo che meglio si addice al film d'esordio
di Laetitia Colombani,
giovane - ha appena 26 anni- regista francese da tenere sicuramente d'occhio.
La sorpresa nasce da un duplice motivo. Il primo non mancherà di
spiazzare i fans della dolce Amelie, l'eroina che ha dato la notorietà
ad Audrey Tatou, in uno dei film più acclamati (e sopravvalutati)
della scorsa stagione cinematografica. Angelique ne è lontana anni
luce. La ragazza innamorata e serena che appare nelle prime scene lascia
presto il posto ad un caso clinico ("erotomane" è il
termine medico) che per avere l'uomo che ama è disposta a tutto,
anche a seminare morte e distruzione tanto quanto Amelie distribuiva felicità
e speranza. La seconda sorpresa nasce dall'originale struttura con cui
il film è girato: a metà vicenda, la pellicola si blocca,
si riavvolge e riparte dall'inizio analizzando ciò che è
accaduto dalla parte del protagonista maschile, ribaltando in questo modo
tutte le certezze dello spettatore e offrendo numerosi colpi di scena.
Ed è proprio questo il punto di forza del film, nella accurata
introspezione psicologica dei personaggi che dimostra come uno stesso
evento può apparire molto diverso se analizzato da un'altra prospettiva.
Come spesso accade il titolo italiano è quantomeno fuorviante,
dal momento che sottolinea più la storia d'amore che la pazzia
che si cela dietro di essa, creando sul pubblico l'illusione di andare
a vedere un film sentimentale anziché una black comedy.
Simona Ottavo
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