| “Manderlay” è la
seconda parte di una trilogia, USA - Land of Opportunities, dedicata
all’America dal regista danese Lars Von Trier, iniziata con il
bellissimo “Dogville” e che dovrebbe concludersi nel 2006
con “Washington”, ambientata nella Washington degli anni ’40.
Siamo nel 1933. Lasciata Dogville dopo la strage, Grace, in viaggio verso
Denver insieme al padre con il suo seguito di gangsters, scopre che la
schiavitù esiste ancora, 70 anni dopo la sua abolizione, in una
piantagione in Alabama, chiamata Manderlay, dove il gruppo si era casualmente
fermato per mangiare e riposare.
Mossa dalle migliori intenzioni e decisa far cessare questa grave ingiustizia,
l’idealista Grace convince il padre a lasciarle alcuni dei suoi uomini
e, con le armi a fare la differenza, rovescia facilmente la situazione,
costringendo i “padroni” bianchi a lavorare nella piantagione
e restituendo la libertà agli schiavi neri.
Una piccola rivoluzione, che sfocia in un vero e proprio esperimento sociale,
basato sulla libertà e sui principi fondamentali della democrazia;
ma Grace, i suoi uomini, gli schiavi e i loro ex padroni saranno pronti
ad un così radicale cambiamento?
“
Manderlay” è un film ambizioso, drammatico e provocatorio
esattamente come “Dogville”, che rispecchia stilisticamente,
per la messa in scena brechtiana, e come intenti, eppure a “Manderlay” manca
un aspetto fondamentale del film che lo ha preceduto in questa attesissima
trilogia, la sua profondità, quella fredda e meticolosa esplorazione
della natura umana, del suo smisurato egoismo, che ne costituiva l'aspetto
migliore. Lars Von Trier opta per un’esposizione fastidiosamente
pretenziosa rendendo “Manderlay” molto più didascalico
di “Dogville” e meno stimolante, i suoi personaggi mancano
di umanità, di forza, prima fra tutti la Grace di Bryce Dallas Howard,
più fanciullesca e lagnosa di quella della Kidman, ridotta ad un
fascio di buone intenzioni senza molta considerazione per gli effetti prodotti,
sul prossimo ma anche su se stessa, dai suoi desideri e ideali.
Anna Lai
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