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Mariti in affitto Regia: Ilaria
Borrelli
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| Maria
vive a Procida con i due figli, sola da tre anni, ossia da quando suo marito
Vincenzo è partito per New York per rincorrere fama e successo come
scultore. La difficile situazione di Maria, che mantiene la famiglia soltanto
grazie alla vendita dei sandali artigianali da lei prodotti, è aggravata
dal fatto che Vincenzo, dall'ultima visita di Natale, è scomparso
lasciandola senza soldi e senza notizie. Stufa di sopportare le cattiverie
della suocera e i soprusi dei compaesani, Maria parte per New York con i
due bambini, nel tentativo di riunire la famiglia. Di là dall'Atlantico
l'aspetta una triste sorpresa, Vincenzo è sposato con un'altra donna,
Charlene, aspetta un figlio da lei e le sue sculture non hanno conseguito
il successo sperato e giacciono invendute nelle poche gallerie d'arte che
ancora accettano di esporle. Superata la prevedibile ostilità iniziale,
le due donne, nonostante il marito in comune e il conseguente desiderio
di vendetta, non potranno evitare di legarsi e di fare fronte comune contro
Vincenzo, ridotto a lavorare con un'agenzia che fornisce "mariti in
affitto", per fare i lavori di casa ed occuparsi dei bambini. Opera prima della regista napoletana Ilaria Borrelli, "Mariti in affitto" è una commedia dalla parte delle donne, bellissime e molto più forti ed equilibrate degli uomini, ma proprio in virtù di questo anche meno simpatiche. Nell'affermare il suo messaggio post-femminista, la regista non lesina una certa dose d'ironia ma purtroppo la storia, di per se già abbastanza banale e prevedibile, si dipana accompagnata dai più insipidi luoghi comuni. Nonostante le buone intenzioni, quindi, il film non funziona né come disillusa indagine sociologica né come pura commedia (si ride veramente poco) e si esce dalla sala senza molto su cui riflettere. Anna Lai
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