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LA MIA VITA SENZA ME Titolo originale:
Mi vida sin mi
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Hai appena scoperto che tutta la tua vita è stata un sogno e solo
ora ti sei svegliata
" E'quello che capisce Ann nel momento in cui le viene diagnosticato un male incurabile. Un male che come un pargolo le sta crescendo in grembo senza lasciarle speranze. La piccola Ann di fronte alla morte. 23 anni e non sentirli. Una vita grigia la sua. Una vita che le ha rubato la giovinezza. Due figlie in tenera età avute appena sedicenne e un marito, primo ed unico uomo della sua vita, che la ama come fosse il primo giorno. Una vita che si trascina stancamente tra le sale dell'università in cui fa le pulizie la notte e la vecchia roulotte in cui vive. Una madre disillusa e sola e un padre da dieci anni in carcere. Una vita senza vita. E paradossalmente sarà proprio la morte a mostrarle la vita. La vita vera. Quando il corpo si sta debilitando per la malattia progressiva, quando la mente non trova più spazio per pensare al futuro, quando il tempo incombe come un tiranno, ecco è solo allora che Ann comincia a vivere. Fino a quel momento era stata un automa, un corpo senza vita che seguiva meccanicamente gesti ed impulsi sempre uguali. Non c'è mai stato nemmeno un attimo nella sua vita in cui si sia sentita viva. Solo ora che sa di morire riesce davvero ad apprezzare ogni secondo, ogni minuto, ogni ora delle sue giornate. Essere. Esserci. Adesso e mai più. Coscienza di sé e di quello che ci circonda. La morte insegna questo. La vita va vissuta fino in fondo. Attimo per attimo. E allora perché privarsi del turbinio di sentimenti che si avviluppa attorno a noi ogni volta che usciamo di casa? Perché privarsi dell'amore, momentaneo o eterno che sia, che si può provare incontrando una sconosciuto nella lavanderia a gettoni? Perché privarsi dell'amore delle proprie figlie anche quando non ci sarai più? Perché invece non provvedere a costruire a tavolino un amore eterno che anche quando te ne andrai per sempre possa restare indenne al passare del tempo e manifestarsi puro ed integro in tutta la sua completezza? E allora basta cedere. Cedere alla vita che ti assale in ogni momento. Lasciarsi andare senza pensare a quello che sarà domani ma solo a quello che è oggi. Una sorta di privilegio. Sì la morte ha scelto te che sei una privilegiata perché puoi scegliere di vivere appieno la tua vita. Vivere come se oggi fosse l'ultimo giorno della tua vita e pensare come se domani non arriverà mai! Il tema della morte sembra interessare particolarmente alla giovane regista spagnola Isabel Coixet che aveva esordito con "Troppo vecchia per morire giovane" e che è nota ai più per "Le cose che non ti ho detto". Anche questa volta la Coixet ha optato per una produzione indipendente (la El Deseo dei fratelli Pedro e Augustin Almodovar) avvalendosi di un cast davvero eterogeneo quanto strepitoso: Mark Ruffalo nei panni del giovane amante di Ann, Debbie Harry in quelli della madre cupa e solitaria, Alfred Molina in quelli del padre carcerato che Ann non conosce, Amanda Plummer in quelli dell'amica con problemi di peso, Maria De Medeiros in quelli della parrucchiera rasta con la fissa per i Milli Vanilli (!!!), Scott Speedman (visto di recente in "Underworld" metà licantropo e metà vampiro) in quelli del marito premuroso e scapestrato e la ormai onnipresente Leonor Watling in quelli della tenera vicina di casa destinata a prendere il posto di Ann. Marco Catola
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