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IL MIRACOLO Regia: Edoardo
Winspeare
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piccolo Tonio viene investito da una macchina che però scappa senza
soccorrerlo. Il bambino viene portato in ospedale ma fortunatamente non
si è fatto male. Durante la notte di degenza si aggira per il corridoio
ed entra in una stanza dove c'è un malato in coma. Tonio lo tocca
e l'uomo si rianima. Tutti urlano al miracolo. Il bambino è come
Gesù Cristo. Tutti lo vogliono. Le persone, la stampa, la tv. Anche
Tonio si convince di avere poteri miracolosi ma sarà veramente così
o si tratta solo di una coincidenza? Winspeare, regista orgogliosamente salentino ma nato a Klagenfurt, dopo "Pizzicata" e "Sangue vivo" entrambi omaggi appassionati e viscerali alla sua terra, il Salento, con "Il miracolo" rimane sempre dalle sue "parti" (l'azione si svolge a Taranto e gli attori sono tutti pugliesi) ma abbandona il drammone musical-folcloristico per addentrarsi nel misterioso mondo dei miracoli. Il film di Winspeare non è un film sul paranormale, sul labile confine tra la scienza e quello che la scienza non può spiegare. Quello che del miracolo interessa al regista non è tanto l'aspetto mistico-religioso quanto il valore socio-antropologico. Di fronte ad un presunto miracolo i media diventano sciacalli in cerca di scoop e successo, i genitori sono accecati dal miraggio dei soldi e della fama, le persone comuni si illudono di salvarsi dal male senza fare i conti con il dolore. Tonio cade nel tranello dell'illusione. Crede veramente di avere le mani prodigiose ma pensa di essere più un supereroe che Gesù Cristo. Desidera davvero aiutare chi sta male ma non cerca la beatificazione. La gente invece ha bisogno di miracoli per credere. Il messaggio del film prende le distanze da una qualsiasi posizione etico-religiosa, non vuole indagare, non vuole spiegare, non vuole accertare. Per Winspeare il miracolo non esiste, o meglio esiste ma in ognuno di noi. Non è legato al tatto ma allo spirito. Non risiede nelle mani ma nel cuore. Il miracolo siamo noi stessi. Lo facciamo noi il miracolo. La nostra presenza nel momento del bisogno è il vero miracolo. Nessun prodigio. Nessun potere divino. Nessuna capacità soprannaturale. Ma esserci quando un vecchio sta per morire, quando una figlia si sente sola, quando una ragazza sta per uccidersi. Questo è il miracolo. Marco Catola |
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