Monsieur Batignole

Regia: Gérard Jugnot
Interpreti: Jules Sitruk; Gérard Jugnot; Michele Garzia; Jean-Paul Rouve
Sceneggiatura: Gérard Jugnot; Philippe Lopes Curval
Origine : Francia 2002
Produzione: Olivier Granier; Dominique Farrugia; Gérard Jugnot
Distribuzione: Lady Films
Durata: 100'
Sito ufficiale: www.mrbatignole.com

Parigi 1942, nella città occupata dai tedeschi aleggia un clima di tensione, ma Edmond Batignole e la sua famiglia non sembrano risentirne particolarmente. Spinto dal motto "si deve comunque continuare a mangiare" Monsieur Batignole svolge tranquillamente il proprio lavoro di macellaio, sovente per i tedeschi, fino a quando il genero, collaborazionista, lo coinvolge nell'arresto di una famiglia ebrea alloggiata nel loro stesso palazzo. Il piccolo Simon riesce però a fuggire e sarà proprio Batignole ad aiutarlo a raggiungere la Svizzera, nel tentativo di ritrovare la propria famiglia.
Nulla di nuovo emerge dal film di Gérard Jugnot; i tedeschi sono crudeli e insensibili, così come la polizia francese delegata a fare il lavoro sporco di sgombrare le famiglie ebree dalle proprie abitazioni, i francesi orribili collaborazionisti pronti a denunciare il vicino di casa, non importa quanto fosse amico prima della guerra, pur di ottenere un misero vantaggio economico. Perché Monsieur Batignole da astuto commerciante si improvvisa temerario difensore di tre bambini ebrei, arrivando persino ad identificarsi, davanti ad un funzionario di polizia, con il padre di Simon? E' frenetico e cattolico desiderio di redenzione, oppure un momento di ordinaria follia a spingerlo fino al punto di rischiare la propria vita? Troppo convenzionale e noiosamente traboccante speranza e moralità, questa "favoletta" si perde nella superficialità, cercando di rendere credibile la trasformazione di un uomo mediocre, incapace di schierarsi anche sulle questioni più banali, in una specie di eroe in grado, al momento opportuno, anche di far sorridere. Mescolare il dolore con l'umorismo non è obiettivo da poco; Gérard Jugnot si lascia prendere la mano dall'ambizione e affidandosi a battute mal riuscite come "io non sono ebreo, sono francese da un bel po'" oppure "in Germania i bambini ebrei spaccano delle piccole pietre con dei piccoli martelli", fallisce nel tentativo di rendere partecipe lo spettatore, relegando il film nella schiera delle occasioni mancate.

Anna Lai