MONSTER MAN

Regia: Michael Davis
Sceneggiatura: Michael Davis
Cast: Eric Jungmann, Justin Urich, Aimee Brooks, Michael Bailey Smith, Joe Goodrich, Tim Sitarz, Johnny Green, Steve DeRellian, Robert R. Shafer
Fotografia: Matthew Irving
Montaggio: Kevin D. Ross
Scenografia: Reuben Freed
Musiche: John Coda
Origine: Usa, 2003
Durata: 95’
 

 

 

“Jeepers Creepers”, “Non aprite quella porta”, “Wrong turn”, “La casa dei 1000 corpi”sono solo alcuni dei titoli che negli ultimi anni hanno inaugurato il filone dell’horror rurale contribuendo alla rinascita di un genere ormai da tempo defunto. “Monster man” si inserisce in questo filone ma è un ibrido a metà tra la parodia e lo splatter. In realtà è un po’un’accozzaglia di tutti e quattro i film sopra citati. Due ragazzi (sul pressbook della Medusa vengono definiti “piuttosto scemi” e io concordo ma aggiungerei simpatici) sono in viaggio lungo le desolate strade del profondo sud degli Stati Uniti. A bordo della loro chevrolet cazzeggiano come due scolaretti in gita finché non verranno inseguiti a morte da un monster truck guidato da un monster man.
MONSTER TRUCK: enorme jeep con ruote giganti (avete presente quegli spettacoli demenziali che gli Americani seguono assiduamente come il wrestling, in cui questi monster truck schiacciano automobili e fanno acrobazie?).
MONSTER MAN: letteralmente “uomo mostro”, è Bob, dall’aspetto non proprio umano molto simile alla creatura di “Jeepers creepers” (in particolare l’occhio di Bob nella scena del bagno pubblico è identico a quello della locandina del film di Salva), dalla famiglia insana come in “La casa dai 1000 corpi” (in particolare l’autostoppista sexy che nasconde un terribile segreto come la bionda Baby Firefly del film di Rob Zombie) e dalla casa fatiscente e sanguinolenta come in “Wrong turn”e “Non aprite quella porta”. Un film che ha il pregio di non prendersi mai sul serio e per questo davvero godibile. Citazioni a go-go che non risparmiano capolavori come “Quarto potere” (da sballo la spiegazione di uno dei protagonisti della motivazione per cui nel film di Welles echeggia il nome Rosabella!!!) né tanto meno film di culto come “Non aprite quella porta” (il monster man viene soprannominato dai due protagonisti “Faccia di merda” invece di Leather face, faccia di cuoio!!!). Non mancano poi veri effettacci ultragore legati quasi sempre al sesso come la carogna colante di un gatto scambiata per una vagina bagnata o il corpo spappolato dalle ruote del monster truck che continua a parlare e ad inveire contro i due sopravvissuti. Da non perdere i titoli di coda con le proteste di Fred, fratello di Bob ridotto a tronco umano che si lamenta perché il film è finito senza essere riuscito ad ingropparsi la sorella!
Insomma un vero B-movie truculento e divertente, uno di quei film che al Fantafestival farebbe venire giù tutta la sala!

 

Marco Catola