IL MURO

Regia: Simone Bitton
Fotografia: Jacques Bouquin
Musiche: Rabih Abu-Khalil
Montaggio: Jean-Michel Perez, Catherine Poitevin-Meyer
Origine: Francia, 2004
Durata: 99'
Sito: www.luckyred.it


Simone Bitton è ebrea e araba insieme. E' lei stessa figlia di una "contraddizione" di sangue. Vive, ha vissuto e forse vivrà sempre sulla propria pelle questa dicotomia esistenziale nell'ambito di uno dei conflitti più obbrobriosi ed insuperabili della storia dell'umanità. E proprio in virtù di questo suo status "bivalente" chi meglio della Bitton poteva girare un simile documentario? La Bitton ha girato sui luoghi dove si sta ergendo il muro (il Mur del titolo) che deve separare Israele e Palestina e alterna testimonianze con persone che vivono al di qua e al di là del "confine". C'è chi non ne vuole sapere di vivere recluso in una prigione di cemento, chi è scettico di fronte ad un simile provvedimento politico, chi vorrebbe vedere i propri bambini giocare all'aperto senza pericoli, chi vede seriamente alterata la propria libertà di muoversi, chi non può lavorare per la difficoltà di spostamenti. La Bitton riesce a restare imparziale, forse proprio grazie alle sue duplici origini, e non specifica mai su quale lato del "confine" si trova ogni volta che intervista qualcuno. E questo non è poco se si pensa che l'osservatore esterno, che ancora oggi non ha (e non può avere sinceramente) le idee chiare sul conflitto arabopalestinese, sarà in grado solo di constatare che, da qualunque punto di vista lo si guardi, l'edificazione di questo muro di separazione, voluto a partire dal 2002 da Ariel Sharon e che costa ben 2 milioni (!!!) di dollari a chilometro, resta comunque un vergognoso scandalo ai danni di un(due) popolo(i) e di un antico mondo naturale. Questo muro della discordia non solo accentua le divisioni ma danneggia in modo irrecuperabile tutto il paesaggio.
Il paradosso è che gli Israeliani si trovano costretti a chiudersi volontariamente in un nuovo ghetto e che sono proprio operai palestinesi ad edificare il muro felici di poter lavorare.
Forse è proprio vero. Come dice lo psichiatra intervistato dalla Bitton alla fine del film, "Il Diavolo si è impossessato della Terra Santa". Le Musiche sono tratte da brani di Gilad Atzmon & The Orient House Ensemble. Un film, e non solo un documentario, da non perdere e grazie a Dio la Lucky Red ha coraggiosamente deciso di distribuirlo.

Marco Catola