MUSICA CUBANA
 
Regia: German Kral
Sceneggiatura: German Kral, Stephan Puchner
Musica Detlef Engelhard
Fotografia: Jörg Widmer
Montaggio: Peter Przygodda, Wolfgang Weigl, Andre Bendocchi-Alves
Origine: Germania, 2004
Durata: 88’



“Musica cubana”, presentato al Festival di Venezia 2004 nella categoria "Orizzonti", arriva finalmente nelle nostre sale dopo il grande successo di “Buena Vista Social Club”, il film di Wim Wenders che era riuscito a risvegliare, dopo la fine dell’era gloriosa nella metà dell’ultimo secolo, dovuta soprattutto alla situazione politica, della musica di Cuba, un nuovo ed altrettanto grande interesse per questa isola dei Carabi, da sempre considerata la nazione musicale per eccellenza. Il film di Wim Wenders sbancò i botteghini di tutto il mondo e l’album della colonna sonora, prodotto da Ry Cooder, vendette addirittura 8 milioni di copie.
Questo “Musica cubana” riprende il filo a partire dal punto in cui era stato lasciato in “Buena Vista Social Club” non tanto sul piano narrativo quanto su quello cronologico. Il film di Wim Wenders era una sorta di revival degli anni d’oro di Cuba e dei suoi vecchi artisti. “Musica cubana” tratta dell’eredità dei grandi maestri cubani seguendo da vicino tutta quella nuova generazione di artisti che cerca la propria via nella Cuba di oggi, tra la musica tradizionale e la musica moderna.
In realtà è sempre Wenders il padre di “Musica cubana”. L'idea di questo film era già nata durante le riprese di “Buena Vista Social Club”, quando numerosi giovani musicisti si erano presentati per fare un'audizione lasciando anche il loro materiale dimostrativo. Ed è sempre Wenders che ha voluto affidare la regia di “Musica cubana” ad uno dei propri allievi dell’Accademia del Film e della Televisione di Monaco, giovane regista che a sua volta rappresenta la nuova generazione sulla scena cinematografica, German Kral.
Una sorta di piccolo docu-musical dunque, versione speculare di “Buena Vista Social Club”, il film che era riuscito a riportare in auge la generazione "dimenticata" di tutti quei musicisti (Compay Segundo, Ibrahim Ferrer, Eliades Ochoa, Ruben Gonzales e molti altri), che nel corso degli anni 50/60 s’erano fatti portavoce della passione di tutta una nazione attraverso la loro musica. Stavolta invece l’unico artista della vecchia guardia che fa la sua apparizione è l’87enne Pio Leiva che, insieme al tassista Barbaro, va in giro per l’Havana su una Chevrolet del 1948 alla ricerca di nuovi talenti. Dopo aver scoperto e trovato i personaggi giusti, cominciano le audizioni e dopo le dovute prove organizzano il primo concerto nella loro Cuba per poi imbarcarsi tutti insieme per il concerto finale a Tokyo (ribattezzati "Sons of Cuba").

 

Marco Catola