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MY SUMMER OF LOVE Regia: Pawel Pawlikowski
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| Mona è una
ragazza di sedici anni che vive con il fratello Phil, un ex delinquente
che in prigione ha abbracciato la Fede, in un tranquillo paesino della
brughiera inglese dello Yorkshire. Ha appena acquistato un motorino,
privo di motore, per dieci sterline e trascorre ore girovagando sola
e senza meta, fino a quando un giorno conosce Tamsin, una coetanea ricca
e viziata che conduce una vita stravagante e ribelle. La loro amicizia
si trasforma rapidamente in amore, non soltanto spirituale ma anche fisico;
prima un bacio nuotando in un ruscello, poi un abbraccio appassionato
sdraiate in un campo da tennis in erba e, infine, la scoperta dei corpi
nudi, rappresentata con grazia e sensibilità. Il rapporto d’amore
tra le due ragazze è impostato sulle differenze. Mona non ha molta
esperienza della vita, dipende economicamente dal fratello, non ha istruzione
ed ama fantasticare su un mondo che non conosce, Tasmin, al contrario,
sembra avere tutto, è una ragazza cinica che si diverte a mentire
ed a manovrare le persone. L’alchimia che si scatena tra le due
giovani donne è tangibile ma, poiché non è facile
mantenere un segreto in una piccola comunità, Phil si accorge
ben presto delle inclinazioni saffiche della sorella e precipita in una
forte crisi spirituale. Il finale sarà inevitabilmente drammatico. “My summer of love”, nuovo lungometraggio di Pawel Pawlikowski, regista di documentari e dell’apprezzato “Last resort”, è un racconto romantico e cinico, uno sguardo oggettivo sui sogni dei tre protagonisti e sulla fragilità delle illusioni che, per quanto intense, si dimostrano comunque inadeguate a competere con la gelida realtà. L’intreccio narrativo è fragile e risolto in modo convenzionale, ma la scelta delle due giovani attrici, entrambe al loro debutto cinematografico, è indubbiamente valida, così come quella di lasciare ampio spazio all’improvvisazione. Liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Helen Cross, che il film ripercorre soltanto in parte, “My summer of love” ha vinto il Bafta Film Awards al Festival di Edinburgo nel 2004 ed è stato selezionato per il Festival di Berlino del 2005. Anna Lai |
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