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| E’ finalmente arrivato anche da noi “Napoleon Dynamite”, il film rivelazione della scorsa stagione cinematografica americana (costato appena 400.000 dollari ne ha incassati 45 milioni!), premiato peraltro come miglior film agli Mtv Movie Awards 2004 e diventato un vero fenomeno di culto negli Stati Uniti. Eletto a nuovo (anti-)eroe del Terzo millennio, “Napoleon Dynamite” è davvero un idolo per i teenager d'Oltreoceano. La maglietta con scritto “Vote for Pedro” (l’amico del cuore che si candida alle elezioni di rappresentante degli studenti) va a ruba così come i gadgets con il volto imbambolato di Napoleon. Da noi purtroppo questo sfigato con gli occhiali a fondo di bottiglia non è destinato a risvegliare lo stesso furore. Uscito in sordina, il film si appresta a scomparire presto dalle nostre sale senza lasciare il segno. Eppure gli ingredienti per riscuotere successo anche tra il pubblico italiano ci sarebbero tutti: il tipico nerd da liceo in cerca di riscossa, il desolante paesaggio di uno sperduto paesino dell’ Idaho, una famiglia strampalata fuori dagli schemi, gli odiosi compagni di scuola che lo strapazzano, l’amico del cuore di origine messicana che lo aiuta, la ragazzina introversa che crede in lui, il ballo di fine anno. In effetti, però, “Napoleon Dynamite”, che nasce come estensione di “Peluca”, un cortometraggio scritto e girato dallo stesso Jared Hess un anno prima, ed è coprodotto da Mtv, si presenta più come un ritratto dolceamaro di un microcosmo di periferia al limite del grottesco che come una vera commedia brillante. Napoleon sembra uscito da “La rivincita dei Nerds” e non mancano certo i momenti divertenti ma dietro l’apparente ilarità si cela sempre un richiamo nostalgico a quella cruda realtà adolescenziale di cui abbiamo tutti fatto parte e da cui il più delle volte siamo scappati a gambe levate. Marco Catola |
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