NAZARENO

Regia: Varo Venturi
Sceneggiatura: Luisa M. Fusconi
Cast: Nazareno Bomba, Varo Venturi, Francesca Schiavo, Bruno Bomba, Luna Giorgetti
Fotografia: Varo Venturi, Michelangelo Borrello
Montaggio: Luisa M. Fusconi,Varo Venturi, Alessandro Tiberio
Scenografia: Alessandra Finocchio, Luisa M. Fusconi
Costumi: Alessandra Finocchio, Luisa M. Fusconi
Distribuzione: Deusfilm, Mediaplex
Origine: Italia, 2007
Durata: 90'
Sito: www.nazarenofilm.com

 
 


Il Nazareno del titolo è un amorevole infermiere geriatrico di giorno e un duro picchiatore per il recupero crediti di notte. La dicotomia esistenziale di Nazareno è già insita nel suo nome (nazareno è uno degli epiteti di Gesù Cristo ma nazareni sono anche gli appartenenti ad una setta giudeo-cristiana che facevano voto di astinenza e castità alla ricerca di purificazione). E si concretizza in una vita fatta di stenti al limite della legalità (Nazareno è un ex carcerato con famiglia disastrata, indebitato fino al collo e in costante ricerca di sbarcare il lunario con mezzi più o meno leciti) e di una innata spinta mistica verso qualcosa di indefinibile e più grande di lui. Una sorta di misticismo irrisolto, confuso dal trauma della religiosità deviata di un padre cattolico e violento. L’occasione per cambiare vita sembra arrivargli da un mefistofelico avvocato che all’ombra del Vaticano gestisce strani traffici internazionali e gli propone di trafugare per lui una misteriosa valigetta in mano ad una cosca mafiosa locale. Con una strampalata gang di compagni Nazareno riesce a portare a termine il colpo ma al momento della consegna della valigetta verrà a conoscenza di una terribile verità…
Nazareno rientra in quegli strani fenomeni cinematografici che solo in Italia sembra possano verificarsi. Autoprodotto (senza neppure il finanziamento dello Stato), costato poco più di un cortometraggio secondo quelli che sono gli standard europei (non certo italiani!), interpretato da attori non professionisti presi dalla strada, Nazareno riesce a vedere la luce dopo circa 6 anni di gestazione. È infatti a partire dal 2001, prima di quell’11 settembre che avrebbe poi cambiato il mondo per sempre, che Varo Venturi, attore-regista-produttore, classe ‘56, pensava ad una storia neo-reale (come la definisce lui) e non neorealista, una storia che prende spunto da trafiletti di giornale che magari passano inosservati ai più (come un serio traffico di uranio 235 dentro Roma o un prete sospettato di essere il capo di una cellula terroristica islamica) ma non all’occhio attento di Venturi. Anche in “La mala educacion” di Almodòvar il sedicente regista interpretato da Felé Martinez traeva ispirazione dai fatti di cronaca per i soggetti dei suoi film. Non è dunque inusuale trarre idee da quello che ci circonda, “dalla neo-realtà, dentro di noi, dietro ogni angolo o nella cronaca di tutti i giorni”. E non è un caso che Venturi parli proprio di “follia” nel voler portare a compimento un simile progetto. Una storia del genere, commistione di spionaggio, terrorismo e religiosità, avrebbe di sicuro avuto maggiore respiro con un cast di grido e mezzi notevoli (basti pensare al dimenticabile “Codice da Vinci”di Ron Howard). Ma come Nazareno ripete più volte nel corso del film: “A chi ha verrà dato, a chi non ha verrà tolto anche il poco che possiede”. Quasi una metafora di tutte le difficoltà che la produzione del film (la Deusfilm, anche distributrice insieme ad Andrea De Liberato) ha incontrato nel corso dello sviluppo di questo interessante quanto inconsueto progetto.
Angusto e vivace affresco di una realtà metropolitana fuori dal comune, con una fotografia livida e sottotono che non illumina mai Roma e i suoi angoli di cielo senza tempo. Una Roma inquietante e claustrofobica, chiusa tra le mura del Vaticano o le squallide sale di un night. Un mondo apocalittico in cui tutto sembra comandato dall’alto e destinato all’inevitabile collisione. Eppure anche in una realtà senza speranza c’è sempre la possibilità di redenzione. Nazareno può scegliere e quello che era iniziato come un colpo per cambiare vita si rivelerà un viaggio iniziatico verso la sua purificazione. Proprio come per i nazareni…

Marco Catola