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NEMA PROBLEMA
Regia: Giancarlo
Bocchi
Sceneggiatura: Giancarlo Bocchi, Arturo Cura', Luigi Riva
Cast: Zan Marolt, Labina Mitevska, Vincent Riotta, Fabrizio Rongione
Fotografia: Renato Tafuri
Costumi: Lia Morandini
Scenografia: Dragan Sovili
Origine: Italia, 2004
Durata: 96'
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Lorenzi è
un giornalista italiano che si trova in Bosnia in pieno conflitto civile
alla ricerca del fantomatico comandante Jako, colpevole (presunto) della
"scomparsa" di un intero convoglio di profughi. Sulla sua strada
incontra Aldo, un interprete del posto che si offre di accompagnarlo,
Sanja, una giovane ragazza rimasta sola che vuole ritrovare i parenti
dispersi, e Maxime, un suo collega di nazionalità francese alle
prime armi e (ancora) pieno di ideali. Tra pericoli, scontri e bombardamenti,
tutti e quattro finiranno per trovarsi faccia a faccia con un "nemico"
che non avevano mai sospettato di dover affrontare: la verità.
Nema problema non è un film sulla guerra. O meglio è un
film "dentro la guerra", come sostiene lo stesso Bocchi, ma
l'obiettivo prioritario non è tanto mettere a fuoco le ragioni
del conflitto (Bocchi non si addentra mai nelle problematiche "etniche"
né tanto meno si preoccupa di dare delucidazioni sociopolitiche)
quanto la manipolazione della verità. In effetti l'ambientazione
è secondaria. Si presume che siamo in Bosnia, si presume che sia
la guerra dei Balcani ma in realtà potremmo essere in qualsiasi
altra parte del mondo. Ovunque c'è una guerra. E ovunque ci sono
macerie, bombe e morti. L'attenzione si focalizza sulla visione (più
o meno) distorta della realtà. Il discorso diventa universale.
Non è la Bosnia ma è il mondo, non è un conflitto
ma è la guerra. E' vero ciascuno parla una lingua diversa (inglese,
francese, italiano, slavo), ognuno viene da una realtà differente,
ognuno è possessore di una propria identità culturale ma
il problema principale è: dove sta la verità? Nelle parole
di un giornalista che non riuscendo a trovare uno scoop si inventa di
sana pianta un'intervista ad un comandante-fantasma? Nelle confessioni
di una giovane profuga che ha vissuto sulla propria pelle la tragedia
della guerra? Negli ideali stereotipati di un novellino giornalista che
si sente investito di una missione più morale che sociale?
Dove sta la verità? Non si sa. Come dice il sottotitolo di Nema
problema, "la verità è la prima vittima della guerra".
E ne consegue che tutto quello che ruota intorno alla verità non
può che esserne vittima allo stesso tempo.
Lorenzi, pur di mantenere la sua fama di inviato di guerra, si inventa
storie e notizie stravolgendo (consapevolmente) la realtà, Maxime
conosce la verità dalla bocca di Sanja che però non si rivelerà
tale e quindi anche lui finisce per stravolgere (inconsapevolmente) la
realtà. Tutti sono vittime delle proprie manipolazioni della verità.
Ma allora la verità non esiste? La verità esiste. Esiste
al di fuori e dentro di noi. Si deve solo avere il coraggio di cercarla
e di trovarla.
Davvero un film complesso ma lucido e spietato nella sua scarn(ificat)a
ambiguità. Niente è come appare perché tutto è
distorto, travisato, bivalente, fuorviante. La verità a volte è
inverosimile. Il treno dei profughi viene assaltato dai soldati ma scompare
nel buio di una galleria senza sapere veramente che fine faccia; il corpo
legato al palo a cui i soldati sparano resta sempre con il volto chino
senza rivelare se si tratta di un fantoccio o di un uomo in carne ed ossa;
gli spari sulla cittadina occupata incutono terrore ma i colpi sono a
salve; le parole di Aldo che traduce perdono il loro significato originario
e si adattano alle realtà circostanti.
Il film è irrisolto. Volutamente. Non ha soluzione. Restano questioni
aperte: qual'è la verità? Esiste forse il diritto alla verità?
Se sì a chi appartiene? La realtà che traspare dal "verissimo"
della carta stampata e della tv è davvero lo specchio della verità?
O è solo una mera (ir)realtà bugiarda e consolatoria per
occultare il male che immaginiamo lontano ma in realtà più
vicina di quanto si creda? Il male abita su sperdute e lontane montagne
o vive nascosto da qualche parte accanto a noi o addirittura è
dentro di noi ?
Marco Catola
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