 |
|
Nemmeno
in un sogno
Regia: Gianluca
Greco
Cast: Ahmed Ugurlu, Andrea Prodan, Martina Stella, Giuseppe Battiston,
Roberto De
Francesco
Sceneggiatura: Gianluca Greco, Doriana Leondeff, Francesco Piccolo
Produzione: Tangram Film, Rai Cinema
Distribuzione: 01 Distribution
Nazione: Italia
Durata: 110'
Anno: 2001
Sito: www.01distribution.it
|
|
|
|
Ahmed, stralunato
pastore albanese affascinato dall' Italia conosciuta attraverso gli spot
TV, sbarca con la propria famiglia e un gruppo di clandestini sulle coste
del Gargano. Incaricato da due loschi scafisti di consegnare una valigia
dal contenuto misterioso a due sconosciuti, inizia una comica e buffa
avventura in un villaggio turistico, il Magic Club, strano regno zavattiniano
dove: "Buon giorno vuol dire veramente buon giorno".
Ritenuto da tutti un ospite, diventa una specie di guru in mezzo ai villeggianti
a tal punto che le sue frasi, apprese dagli spot pubblicitari, vengono
scambiate per autentica poesia. Rispedito a casa continuerà a coltivare
il culto dell'Italia e a considerarla un interrotto villaggio di vacanze,
come aveva appreso dalla tivù stessa.
Inizia come una favola, Nemmeno in un sogno, esordio cinematografico del
neo-regista Gianluca Greco, dopo essere stato aiuto regista di Paolo Virzì
(qui co-autore della sceneggiatura ). La storia, ispirata ad un episodio
di cronaca vera, racconta il dramma dell'immigrazione con toni farseschi,
surreali e la derisione di un' Italia che si presta grottescamente a falsi
equivoci.
Greco dopo una "scorpacciata" di film di ogni genere e serie
televisive comiche, o drammatiche, sforna una commedia salace dove riecheggiano
frasi memorabili come quella di Love Story: "amare significa mai
dire mi dispiace ", che detta, qui, da Martina Stella ( reduce da
L'ultimo bacio e Amnèsia ), che dice sempre : "Mio Dio che
brutto segno", suona alquanto stonata, oltre a gag e sketch del peggior
palinsesto televisivo italiano. Tuttavia, il regista sa essere anche originale
( dialetto pugliese con sottotitoli in italiano) e con amara ironia, reale
e bislacca, ci mostra una comunità insolita di vacanzieri, clandestini:
tutti alla ricerca di qualcosa, forse, della felicità, della pace,
del benessere; soffermandosi soprattutto sui loro feticci, divertimenti,
sogni.
Grazia Monteleone
|
|