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LE NEVI DEL KILIMANGIARO
Titolo originale: Les Neiges du Kilimandjaro
Regia: Robert Guédiguian
Sceneggiatura: Robert Guédiguian, Jean-Louis Milesi
Cast: Ariane Ascaride, Jean-Pierre Darroussin, Grégoire Leprince-Ringuet, Anaïs Demoustier, Robinson Stévenin, Adrien Jolivet, Karole Rocher, Jacques Boudet, Gérard Meylan
Fotografia: Pierre Milon
Montaggio: Bernard Sasia
Scenografia: Michel Vandestien
Costumi: Juliette Chanaud
Distribuzione: Sacher Distribuzione
Origine: Francia, 2011
Durata: 97’
Data di uscita: 2 dicembre 2011
Numero di sale: 21
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“Per chi e per che cosa abbiamo lottato?” si domanda Michel (Jean-Pierre Darroussin), un sindacalista di mezza età, quando arriva a comprendere la vacuità dei diritti conseguiti della classe operaia nel trentennio precedente. L’uomo si vedrà, infatti, costretto ad interrompere il servizio nella fabbrica in lavora, in seguito ad un’inesorabile estrazione a sorte da lui stesso proposta e messa in atto.
Tra i nominativi sorteggiati, di coloro che si addentreranno nelle tenebre della disoccupazione, c’è anche quello di Cristophe, un ragazzo con due fratellini a carico, abbandonato da una madre senza scrupoli.
Nonostante il pensionamento precoce, Michel prosegue la sua vita senza bruschi traumi economici (godendo di un’ indennità di servizio) insieme alla moglie Marie-Clare (Ariane Ascaride), ai figli e agli amici di sempre. Ma un pomeriggio, il suo equilibrio e quello dei suoi cari, verrà inaspettatamente spezzato da un’irruzione a mano armata in casa propria da parte di due malviventi. Ad infliggere il colpo di grazia sarà la scoperta che uno degli autori della rapina è il suo ex collega Cristophe. Il concetto di sacrificio e la fiducia nell’umanità – da sempre punti cardine dell’ideologia di Michel – iniziano a vacillare, inducendo l’uomo a interrogarsi sul perché dell’involuzione dello spirito di fratellanza delle nuove generazioni.
Il regista francese Robert Guédiguian, con Le nevi del Kilimangiaro,intende far leva sugli inesorabili contrasti tra i pionieri che hanno combattuto duramente per il proletariato e i lavoratori di oggi, ormai disillusi, privi di certezze e prospettive.
Traendo spunto dall’opera di Victor Hugo Les pauvres gens, Guédiguian – militante nell’estrema sinistra anticapitalista e internazionalista – racconta un’innovativa lotta di classe, fondata sul perdono e sulla comprensione. L’indignazione di Michel e Marie-Clare verso Cristophe cederà, infatti, presto il passo all’amara considerazione sulla precaria situazione lavorativa del giovane, identificando nel suo gesto l’inevitabile forma di protesta contro il sistema. Esiste ancora un sistema per mettere in pratica quella tanto decantata solidarietà di classe nei confronti del ragazzo, già denunciato e arrestato per la rapina? Come nel poema di Victor Hugo, anche ne Le nevi del Kilimangiaro, marito e moglie optano, l’uno all’insaputa dell’altra, per un’opera di estrema filantropia, che non si riduce solo all’appartenenza a un colore politico ma si dilata ad un’idea di società più compartecipe ed omogenea. La presa di coscienza dei due protagonisti del proprio piccolo benessere borghese, onestamente acquisito ma vissuto con uno sgradevole senso di colpa, li ha guidati verso una soluzione alternativa, difficilmente tollerabile anche dai propri figli. “Tutti i personaggi hanno le loro ragioni” – afferma Guédiguian – e mai come in questo caso sono più trasparenti e disinteressante. La pietas dei personaggi si rispecchia anche nella fotografia, che tratteggia il porto e i quartieri marsigliesi perennemente accarezzati dal sole.
Francesca Trapè
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