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Le nove regine Titolo originale:
Nueve reinas
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| In
un supermercato di Buenos Aires, Juan cerca di truffare una cassiera e subito
dopo un'altra, ma viene scoperto. Marcos, che assiste alla scena, si finge
poliziotto per salvarlo dalla vera polizia. Una volta al sicuro, Marcus
gli rivela di essere anche lui un truffatore e gli propone di diventare
suo socio. Juan temporeggia, ma poi accetta e, prima del grande colpo, impara
dall' "esperto" compagno i trucchi del mestiere. Ben presto, l'occasione
che potrà arricchirli si presenta, quando un uomo anziano di nome
Sandler, artista nel falsificare documenti originali, si rivolge proprio
a Marcus per vendere le "Nove regine", preziosi francobolli della
Repubblica dei Weimar, a un ricco collezionista spagnolo, alloggiato nel
più prestigioso albergo della città. Coloro che vengono coinvolti
nell'affare sono tanti: a cominciare dalla sorella di Marcus, Valeria, alla
sorella di Sandler, fino a rivelare il vero imbroglione della faccenda. Vinta la gara di sceneggiatura nel 1998 al Patagonik Film Group, Fabián Bielinsky, regista argentino, gira la sua opera prima "Le nove regine", che ottiene vari riconoscimenti e sette premi tra cui Miglior Film, Migliore sceneggiatura e Miglior Regista dall'Argentinian Film Critics Association. La storia è incentrata sulle avventure di due simpatici ladri di strada, che simulano, improvvisano scene divertenti, per spillare soldi ai malcapitati. Il tema sviluppato è proprio quello della truffa che, non fa uso dell'arma della violenza fisica, ma sfrutta solo quella psicologica. Non mancano allusioni alla situazione economica e sociale dell'Argentina di oggi ed agli inganni come modo di relazionarsi l'uno all'altro. Affascinato da registi quali Ford, Hawks e Hitchcock, Bielinsky se ne discosta, firmando un'opera arguta, intrigante, ben costruita nella prima parte , mentre nella seconda sembra scendere un po' di ritmo narrativo. La messa in scena è molto realista in "Le nove regine", che ha una sceneggiatura fatta a puzzle; e che per i doppi giochi, le menzogne e i colpi di scena porta a pensare ad altri film quali: "Memento", "La stangata" e a quelli di un David Mamet latino-americano. Tuttavia, questo lungometraggio è molto ingegnoso e gradevole da guardare. Inoltre, c'è anche un pizzico d'humour di qualità nei numerosi dialoghi e negli eccellenti attori. Grazia Monteleone |
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