NOVO

Regia: Jeanne- Pierre Limosin
Interpreti: Eduardo Noriega, Anna Mouglalis,Nathalie Richard, Eric Carav
Sceneggiatura: Christophe Honoré, J. P. Limosin
Fotografia: Julien Hirsch
Musica: Kraked, Zend A Vesta, Laurent Gabiot
Produzione: Lumen Film
Distribuzione: Bim
Origine: Francia, 2002
Durata: 98'
Link: www.bimfilm.com



Oblio, forse, per scordare per sempre qualcuno che si è amato inutilmente; una vita passata; radici di un tempo di cui si è, immancabilmente, perso tutto o, semplicemente, "arte di vivere"? Il vuoto invade la mente di Graham, vittima di un incidente, infertogli dal suo amico, Fred. Ormai, egli, da uomo integro che amava la propria famiglia, non è più quello di una volta: è un uomo "novo", senza passato. Per Graham "ogni giorno è un nuovo giorno". Non riconosce più la moglie Isabelle; né il figlio Antoine, che non smette mai di seguirlo; né il suo "amico" Fred. Nel frattempo, lavora come addetto alle fotocopie sotto sorveglianza del suo capo, Sabine, che approfitta di lui per soddisfare la propria libido. Invece, la segretaria in prova, Irene, si innamora, della sua spontaneità, della sua prontezza a sperimentare l'ignoto, e, soprattutto, di lui. Ma un uomo senza memoria come può amare?
Dopo "Tokio Eyes" del 1998, Jean-Pierre Limosin approda a Novo, pretesto per poter parlare di un uomo che ha una memoria breve, quasi istantanea; e della sua storia d'amore con Irene. Graham vive la propria vita fittizia come un artista ed è sempre aperto e disponibile ad affrontare eventi nuovi.
Giudicato dai critici un rifacimento di Memento ( 2000 ) di Christopher Nolan, il film di Limosin- considerato un "manifesto sentimentale" in Francia - se ne distanzia, in quanto l'amnesia di Graham è causata da una mossa di arti marziali mentre quella del protagonista di Nolan, Leonard, dall'omicidio della moglie. Novo è infarcito di sesso scontato, dovuto alla volontà del regista di intimidire; di fare in modo che esso non sia più legato alla colpa, alla morte e, per puntualizzare che nulla è vero, facendo, così, una specie d'elogio dell'"animalità" dell'amore e della sua "purezza".
Il regista costruisce un film a mosaico, davvero sconcertante, che riflette la struttura mentale di Graham, in quanto restituisce una realtà tutta da ricomporre; pone, inoltre, un dubbio sull'esistenza, durata ed essenza dell'amore; ed anche una domanda: il vero amore è solo quello vissuto all'interno di una storia, intesa come insieme di ricordi, di immagini? Oppure è più importante il sentimento provato per l'altro, senza pensare al suo passato?

Grazia Monteleone