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OGNI VOLTA CHE TE NE VAI Regia: Davide
Cocchi
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| Orfeo
e Pamela si conoscono fin da bambini, e già allora il sogno di Orfeo
era quello di cantare, per la mamma, per Zio Sorriso, che lo accompagnava
con la fedele fisarmonica, ma soprattutto per l'amore della sua vita, Pamela.
Vent'anni dopo Orfeo si esibisce senza grande successo come cantante di
liscio, insieme ad un gruppo di amici musicisti, nella balera del suo paese,
mentre Pamela, che si mantiene con lavoretti occasionali, continua ad "andare
e venire nella vita di Orfeo come il ricciolo di una mazurca danzata".
Per una scommessa a carte, persa dai due ragazzi, Pamela entra nel gruppo
come cantante e tutto cambia, le piste si animano, il nome del gruppo, I
califfi del liscio, esce dal piccolo paese ed iniziano le scritture mentre
si avvicina il "Casadei Day" la gara tra i principali gruppi di
liscio che si svolge ogni anno, sotto la direzione di Raoul Casadei. "Tutto comincia con le note passionali di un tango, scarta di colpo come il ricciolo di una mazurca, gira e rigira sul valzer dell'amore, ed esplode di colpo con una polka atomica", con queste parole il regista Davide Cocchi descrive il suo primo lungometraggio, Ogni volta che te ne vai, una commedia d'amore che gira a tempo di musica perché "mai è stato liscio il corso del vero amore" (W. Shakespeare). Il liscio è lo spunto narrativo per esprimere l'anima della Romagna, terra d'origine del regista, affascinare lo spettatore con i suoi luoghi, colori e sapori, sviluppando contemporaneamente l'intreccio narrativo sulla diversità dei caratteri dei due protagonisti; Orfeo appartiene al suo paese, ha le radici ben piantate nella terra romagnola che rappresenta tutto il mondo, la sua vita è costruita su stabili certezze, mentre quella di Pamela, all'opposto, è costruita giorno dopo giorno, dominata dalla sua curiosità verso la vita e da un fortissimo desiderio di libertà. Aspetto negativo di questa commedia leggera e gradevole, ben diretta e interpretata, è una sceneggiatura lacunosa e superficiale, incapace di indagare nell'intimo dei personaggi e di permettere allo spettatore di comprendere le reali motivazioni che si celano dietro i loro comportamenti, soprattutto quelli della "sfuggente" Pamela. Anna Lai |
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