Oligarch

Regia: Pavel Lounguine
Sceneggiatura: Pavel Lounguine; Aleksandre Borodianski, Juli Doubov
Interpreti: Vladimir Machkov; Maria Mironova; Andrei Krasko; Levani Outcheneichvilli; Aleksandre Balouiev; Sergej Youchkevich
Origine: Francia/Germania/Russia 2002
Durata: 125'
Sito: www.luce.it


Unione Sovietica, 1988, Platon Makowski, giovane e brillante universitario, abbandona gli studi per dedicarsi, insieme a quattro amici, all'imprenditoria, tanto redditizia quanto pericolosa nell'oscillante economia post sovietica. Senza grandi scrupoli, sfruttando i punti deboli del sistema economico, Platon, affidandosi ai suoi amici/collaboratori, realizza accordi con organizzazioni criminali, corrompe uomini politici, inventa ogni sorta di businnes, riuscendo in brevissimo tempo a realizzare, dal nulla, un colosso finanziario. Il macchinoso e statico potere centrale fatica ad accettare i primi passi del capitalismo in territorio sovietico, ed è proprio la lotta tra Platon e l'apparato politico il fulcro di Oligarch, il nuovo film del regista russo Pavel Lounguine. Completamente costruito prendendo come riferimento temporale il giorno della morte di Platon, Oligarch è congegnato come un thriller il quale, seguendo l'inchiesta disposta per scoprire il colpevole dell'attentato, finisce per scavare nel lato oscuro dei Servizi Segreti russi, discendenti diretti del vecchio KGB, strutturando il racconto esclusivamente sul prima e sul dopo la morte del protagonista. Platon è un eroe contemporaneo, vittima e carnefice, angelo e demone, incarna le contraddizioni della Russia postcomunista in un film caratterizzato da un profondo pessimismo e da un dolore assoluto che contraddistingue tutto e tutti, senza lasciare spazio alla speranza.
Lo storia, tratta dal romanzo "Bolchaya Pajka" di Juli Doubov, è sicuramente interessante, e Lounguine riesce a raccontarla senza sentimentalismi, con uno stile forte, che non permette mai cali di tensione, peccato che nonostante tutto il film risulti un po' troppo pesante e fine a se stesso, lasciandoci anni luce da tutto quello che vediamo accadere sullo schermo.

Anna Lai