Oltre il confine

Regia: Rolando Colla
Sceneggiatura: Rolando Colla e Luca Rastello
Interpreti: Anna Galiena; Senad Basic; Giuliano Persico; Gianluca Gobbi; Ajla Frljuckic
Origine: Italia/Svizzera 2002
Durata: 104'
Sito ufficiale: www.luce.it

Agnese vive a Torino, esercita la professione di architetto, ha una tranquilla relazione con un collega ed un rapporto difficile con il padre, ospite di una casa di riposo per reduci di guerra. Una notte il medico della casa di riposo lascia ad assistere il padre di Agnese, in gravi condizioni, Reuf, un profugo bosniaco ospite in casa sua insieme alla figlia. Tra i due uomini, vittime dell'orrore generato dalla guerra, la moglie di Reuf ha subito violenza ed è stata uccisa dai soldati serbi, il padre di Agnese, tornato dal fronte russo, ha trascorso metà della sua vita in un manicomio, nasce una solidarietà istintiva che, forse, soltanto la sofferenza può generare.
Scoperto, Reuf è arrestato e per sfuggire al rimpatrio chiede aiuto ad Agnese, la quale resta coinvolta dalla vicenda al punto di affrontare il viaggio in Bosnia per portare in Italia anche la figlia più piccola di Reuf, ricoverata in un ospedale in piena zona di guerra. Nel corso del viaggio Agnese rivive la propria infanzia, la mancanza del padre, il dolore di ritrovarlo così profondamente cambiato dalla guerra ed in questo modo le guerre diventano tutte uguali, il dolore di Agnese si perde in quello del popolo bosniaco, dentro milioni di occhi che invocano la pace.
Rolando Colla, al suo secondo lungometraggio dopo Le Monde a l'envers, affronta una storia basata su situazioni e vicende reali cercando di restare il più possibile attaccato al vero non soltanto utilizzando la macchina a mano; la troupe da Torino si è quindi trasferita in Bosnia, dove il set si è materializzato nei luoghi dove si sono perpetrati gli orrori della guerra, animato da uomini, donne, vecchi e bambini bosniaci che hanno vissuto direttamente quella terribile esperienza. La chiave di lettura del film è la memoria, le case distrutte dalla guerra sono ricostruite, i vecchi che le hanno combattute muoiono, coloro che hanno vissuto quella terribile esperienza cercano, per ricominciare a vivere, di rimuoverla; il cinema può aiutare a riflettere non soltanto sul passato, ma anche sul presente, perché ci sono sempre, da qualche parte nel mondo, delle guerre e delle vittime innocenti.

Anna Lai

 

Conferenza stampa

- sig.ra Galiena cosa l'ha spinta ad accettare il ruolo di Agnese?
- Ero rimasta molto colpita dal precedente film di Rolando (Colla) "Le monde a l'envers", inoltre il personaggio di Agnese mi intrigava, è una donna che vive negando il dolore e che viene costretta dalla vita a fare una scelta e quindi ad aprirsi e a crescere.
- sig. Colla da dove nasce la storia di Oltre il confine?
- Volevo affrontare un percorso nuovo e raccontare una storia basata su fatti reali. Il punto di partenza era l'esperienza del ritorno dei reduci italiani dalla campagna di Russia, di cui avevo appreso qualcosa dai racconti di mia madre. Mentre lavoravo alla sceneggiatura lessi un libro di Luca Rastello e quindi il tema iniziale della bambina che aspetta il ritorno del padre dalla Russia si è intrecciato con una guerra più attuale, quella in Bosnia.
- sig. Colla da dove nasce la passione per delle figure femminili molto forti?
- Non lo so, forse perché sono cresciuto soltanto con mia madre….non lo so, ma non credo che sia importante saperlo, ritengo sia giusto mantenere una dimensione intuitiva e non analizzare le motivazioni…mi piace il cinema di Truffaut, anche lui amava molto i personaggi femminili.
- Volete lanciare un messaggio per il pubblico?
- (Colla) Dobbiamo cercare di capire e di aprirci verso le persone che hanno vissuto la guerra, il tema dei rifugiati è ora più attuale che mai.
- (Galiena) Si può vivere tutta la vita chiusi nei propri binari, ma siamo tutti connessi e quando, anche molto lontano, accade qualcosa di terribile siamo tutti coinvolti e diventa più faticoso restare aggrappati alle proprie cose che cercare di aprirsi verso gli altri.
- sig.ra Galiena può farci un consuntivo dell'esperienza berlinese?
- E' stata un'esperienza bellissima, dalla quale ho imparato molto. Una giuria, presieduta da Atom Egoyan, che ha svolto il proprio compito senza giochi di potere, basando il lavoro sull'ascolto reciproco e sul rispetto.

Anna Lai