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Middlelton non succede mai niente di particolare. Eppure in una calda serata
estiva alle ore 11:14 in punto sta per verificarsi una serie di eventi apparentemente
non collegati che sconvolgerà per sempre la vita della tranquilla cittadina:
un ubriaco investe un pedone (o almeno così sembra); nel drugstore la commessa
del turno di notte viene rapinata; tre ragazzi mettono sotto una ragazza
col loro furgone e scappano; un uomo cerca di nascondere il cadavere del
ragazzo della figlia perché crede che lei l'abbia ucciso. Primo lungometraggio
di Greg Marcks (ha al suo attivo solo otto cortometraggi che risalgono al
periodo dell'università della Florida), Ore 11:14 è un piccolo film indipendente,
pieno di humour nero e colpi di scena, a metà tra "Final destination" e
un romanzo di Stephen King. Marcks scompone nei minimi particolari un istante,
quella fatidica ora che dà il titolo al film, quel momento in cui la vita
di più persone cambia repentinamente e per sempre. Coincidenze? Giochi del
destino? Appuntamento con la morte? Il tempo si ferma per un attimo ma poi
prosegue nel suo flusso inarrestabile e niente è più come prima. Ciascun
personaggio è una pedina inconsapevole del disegno fatale cui va incontro.
Ognuno è concentrato sulle proprie azioni, limitato al proprio punto di
vista, incapace di comprendere cosa gli succede intorno. Sono come formiche
in un formicaio. Ognuno lavora per sé ma nessuno vede l'altro lavorare.
Un divertissment senza dubbio gradevole che tuttavia corre il rischio di
diventare un esercizio di stile fine a se stesso andando ad intaccare con
la sua prevedibile programmaticità l'alto tasso adrenalinico.
Marco Catola
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