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PAID IN FULL Regia: Charles
Stone III
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| Harlem,
metà degli anni Ottanta. E' l'era del rap, dei giubbottoni firmati,
delle catene d'oro, delle tute larghe e delle Nike. L'eroina è la
regina incontrastata delle strade ma ecco che spunta all'orizzonte una nuova
droga destinata a prendere il sopravvento, la cocaina. Ace lavora in una tintoria e conduce una vita tranquilla e regolare. Il suo migliore amico, Mitch, si è creato un piccolo regno nel quartiere spacciando eroina. Abbagliato dal successo di Mitch sempre pieno di donne, soldi e macchinoni e approfittando della sua breve permanenza in carcere, Ace decide di sostituirlo, comincia a spacciare cocaina e diventa in breve tempo il pusher più richiesto di tutta Harlem. Uscito di prigione, Mitch rientra nel giro accanto ad Ace e ai due si unisce pure Rico, un giovane portoricano conosciuto da Mitch in galera. I tre formano una indissolubile squadra vincente in grado di governare tutto il mercato della droga di Harlem ma il destino ha riservato per ciascuno di loro una strada diversa. Gangster movie all black di stampo spikeleeiano, Paid in full si basa in parte sulla vita di tre vere leggende di Harlem, A.Z., Alpo e Richard Porter, che hanno vissuto come star negli anni Ottanta (erano in grado di guadagnare in un solo giorno 50.000 dollari!!!) e le cui gesta sono declamate nelle canzoni dei maggiori cantanti rap (Jay-Z, Naz, Shyne, Eric B., Rakim). Il destino del gangster trio (Porter è stato ucciso, Alpo è finito in carcere e ad A.Z. hanno sparato ben nove volte prima che si decidesse a mettere la testa a posto!) è stato riproposto fedelmente nel film. Paid in full va al di là del film di genere. Non è un semplice gangster movie. Il regista ha analizzato un'epoca, un momento della storia della società americana. Mentre noi in Italia guardavamo il Drive in e ascoltavamo i Duran Duran, ad Harlem si creava un microcosmo economico, sociale e politico che di lì a poco avrebbe invaso il resto del mondo con le sue musiche, il suo slang, il suo look, il suo grido di protesta. Ace è un ragazzo come tanti che cerca di farsi strada nel mondo e che di fronte alla tentazione cede. Il denaro. Le donne. La droga. Il rispetto. La bella vita. Sono questi i suoi valori. Perché restare a lavorare per un modesto salario in una tintoria quando basta spacciare per diventare come Al Pacino in Scarface? Ace ha trovato per caso della droga nei pantaloni di un cliente, quasi come un segno del destino ed ha deciso di entrare nel "giro" con razionalità ed ingegno, senza farsi prendere dalla sete di successo ma non è bastato. Ed infatti all'inizio gli affari andavano a gonfie vele, i soldi piovevano dal cielo come fiocchi di neve, le donne cadevano ai suoi piedi ma a poco a poco il castello di cristallo che si era costruito ha cominciato a scricchiolare. L'avidità ti risucchia come un vortice, la concorrenza ti sta con il fiato sul collo, gli scontri a fuoco si moltiplicano, la violenza regna sovrana. E se non hai saldo almeno uno dei tuoi principi morali, sia la famiglia o l'amore o la libertà, allora non hai più scampo e il tuo castello si ridurrà inevitabilmente in poltiglia. Molto realistico nella ricostruzione degli ambienti e dell'atmosfera tipicamente 80's, con sani tocchi di humour che smorzano la tensione e un'ottima colonna sonora con pezzi di Eric B., Rakim, Busy Bee, Phil Collins. Produce Damon Dash, il magnate dell'hip-hop che a soli trent'anni si è costruito un impero nel campo dell'edizione musicale (la Roc-A-Fella Records) e della moda (la Roc-A-Wear). Esordio del rapper Cam'ron nel ruolo di Rico. Marco Catola
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